Archivi giornalieri: 1 novembre 2015

Gioie e Dolori del Giovane Expat

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Il primo post è sempre il più difficile da scrivere; è un po’ come quando scrivi la tesi: non sai né come iniziare né come finire. E’ un po’ come un rituale.

Ma questa volta, purtroppo, è diverso. Oggi è stata una giornata, per certi versi, strana. Un giornata che mi ha fatto pensare a quanto non ci rendiamo conto di quanto sia difficile vivere lontano da quella che consideriamo l’altra casa. Quanto sia difficile essere lontani dai nostri affetti e tutto questo lo sentiamo ancora di più quando viviamo una giornata difficile e siamo costretti a chiederci Perché lo facciamo? Perché sono qua da sola?

Non sempre mi so rispondere, anzi quasi mai, ma sono certa che la più grande forza e il più grande dolore del vivere all’estero e dell’essere un expat è la distanza.

Andare via di casa ci dà la possibilità di ricominciare una vita e di reinventarci. Di essere migliori.
Nessuno ci conosce, nessuno sa chi siamo e possiamo decidere di non essere più chi eravamo prima. Questo non vuol dire mentire ma semplicemente trovare la forza di migliorarci senza i pregiudizi del nostro retagio sociale.

Perché sì, quando sei a casa, nella tranquillità delle tue amicizie, nella routine della tua vita, alcune situazioni diventano statiche. Gli stessi amici, le stesse persone, i stessi locali; insomma la stessa vita. E tu sarai sempre quella timida, quella simpatica, quella con la vita sentimentale un casino, quella secchiona, quella monotona. E’ inutile mentirsi…e purtroppo a pochi viene data la chance di cambiare, di salire di “casta”.

Ma essere Expat ti dà questa possibilità: distante anni luce, o almeno nel mio caso distante 5000 km e 3 o 2 ore di fuso orario (no qui non abbiamo ora solare/ora legale), dalla monotonia e dalla routine di una vita che qualche volta ci va stretta, ricominciamo il nostro percorso, ricominciamo a crescere.
Vivere da soli, prendersi cura di noi stessi, crearsi un nuovo giro di amicizie che per una volta non saranno “Quelli che conosci dall’asilo” ma saranno quelli che ti sarai scelto, la tua nuova famiglia, ma soprattutto imparare a vivere e convivere con i nostri demoni e le nostre paure saranno il motore che ti farà ricominciare e saranno la spinta a proseguire, anche quando la voglia ed i problemi imprevisti (a Dubai l’imprevisto è all’ordine del giorno. Se ami la vita al cardiopalma questo è il posto per te yeahhh) sembreranno insormontabili.
Questi saranno anche la nostra forza quando qualcuno ci “accuserà di aver abbandonato la barca che affonda“: alla fine non è che abbiamo abbandonato la barca come fanno i topi, abbiamo semplicemente deciso che volevamo di più.

Io trovavo stretta l’Italia anche prima della grande crisi, anche quando Berlusconi diceva che andava tutto bene!!! Evidentemente qualcosa dentro di me è un topo e già sapeva che la barca stava affondando…
Anche perché non mi piace pensare a questa esperienza come una fuga obbligata ma semplicemente come una chance, un inizio di qualcosa.

Purtroppo però ci sono i giorni in cui viviamo, o vivo, delle profonde crisi di fede. Uno di quei giorni grigi in cui non sei scontenta della tua scelta e della tua vita ma non riesci a trovare un vero e valido motivo per continuare. E’ come quando sai che una relazione è in una fase di staticità: state insieme da tanto ed avete condiviso così tanto ma non sai se lo ami ancora o stai con lui per routine.

Questi giorni coincidono normalmente a qualche evento particolarmente toccante al di là delle tua vita. Un evento che fa parte del prima ma che come una lenta marea entra nel tuo dopo. Un evento che ti fa sentire tutta la distanza e la lontanza delle tua vita. Tutta l’impotenza dei chilometri che fino a quel momento ti avevano protetta nella tua bella bolla.

Speriamo sempre che questi eventi siano sporadici o totalmente assenti. Ma prima o poi arrivano e ti ricordano di quanto sei fragile; di quanto la solitudine, che fino a quel momento era stata la tua forza, sia la tua più grande debolezza; ma soprattutto ti ricordano quanto sei impotente. Perché si, vero, gli aerei ti portano ovunque ma non sono certo il teletrasporto. Ci sono degli eventi che ti fanno desiderare di essere a casa e di poter, non so, aprire il portone di casa e di aver solo bisogno di attraversare la strada per essere davanti all’oggetto del desiderio.

Ed è in questi giorni che la vita da Expat ti sembra meno luminosa e colorata.
Come Expat siamo abituati agli abbandoni: nessuno è per sempre a Dubai, e sebbene abbia istaurato dei rapporti fortissimi, so che queste persone potrebbero andare via domani ed il dolore potrebbe essere forte, ma niente è come vivere l’abbandono di una persona cara e non poter essere lì nel giusto momento o semplicemente essere lì quando c’è bisogno di te.

E così lotti dentro di te (una volta erano riunioni di condominio, ora abbiamo i minutes of meeting degli ingegneri) cercando di trovare la maniglia per uscire da questa bolla grigia in cui fondamentalmente NON SAI. E il non sapere perché si sta facendo qualcosa, perdere la motivazione, perdere la direzione come una bussola impazzita è decisamente peggio che fare qualcosa buttandosi nel vuoto senza chiedersi perché ma chiedendosi solo perché no?

A volte troviamo la via d’uscita nelle gioie dell’Expat, nelle gioie di una vita luminosa, difficile certamente, ma luminosa, fatta di esperienze, fatta di un percorso di vita. A volte non la troviamo una via d’uscita e continuiamo il percorso senza la luce giusta attendendo di trovare una nuova svolta, una nuova luce. A volte la luce si spegne su un percorso e quell’evento forse è stato solo il segnale che l’universo ha voluto darti per farti capire che quello non era più il tuo posto.

Perché sì, ci sarà sempre un piccolo evento nella tua vita che ti dirà che sei la persona giusta nel posto e nel momento giusto.

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