Archivi giornalieri: 15 novembre 2015

Tipi da….Brunch!

Sapete qual è lo sport nazionale a Dubai?

Sicuramente starete pensando alle corse di cavalli/cammelli, che sicuramente hanno un loro folto seguito, o al cricket, vista la sua popolarità nei paesi ex colonie del Commonwealth. Ma no, vi sbagliate.

Lo sport nazionale a Dubai è il Friday Brunch!

Bacchino

Almeno una volta durante la vostra esperienza expat dovete provare un brunch. Ormai ce ne sono di tutti i generi, per tutti i gusti e per tutti i portafogli.

Principalmente il brunch si svolge al venerdì tra le 12.30 e le 16, anche se ultimamente è stato introdotto il late brunch, una sorta di “tempi di recupero” se il giovedì sera sei andato a dormire con un cammello per il troppo alcool e la mattina dopo non ce l’hai proprio fatta ad alzarti ad un orario decente o, ad essere tu stesso in condizioni decenti.
La terza opzione è il Saturday brunch, che normalmente considero come i supplementari: non è fico come andarci di venerdì, anche perché poi ti ci voglio vedere il giorno dopo in ufficio, ma ha comunque il suo fascino, visto che normalmente si prediligono BBQ sulla spiaggia.

Ma cos’ha di così affascinante il brunch?
Risposta semplice. Il cibo. E l’alcohol.

Il brunch riesce, con maestria, ad unire ottimo cibo e buon alcohol (anche se hanno fatto una simpatica variante analcolica, da usarsi quando la sera prima si è forse esagerato ma non si poteva disdire l’appuntamento preso all’ultimo momento. Quello è l’unico caso in cui il brunch è consentito farlo analcolico!) rendendo il tutto super fashion.

Trovare un buon brunch, dove la regola aurea della qualità/prezzo trovi la giusta armonia, non è sempre così facile, proprio a causa della vasta scelta, ma basterà usare i giusti siti internet per scovare quello adatto ai propri gusti. Oppure imparerete sbagliando.

La prima, e forse unica, regola che seguo quando vado ad un brunch, che sia a metà prezzo grazie a Groupon (non disdegnate questa opzione, perché ho amiche che vanno ovunque a prezzi stracciati) o a prezzo pieno, è mangiare e bere almeno il doppio di quanto si è pagato!
Anche se questo può voler dire indigestione o come etilico! Sono rischi del mestiere che bisogna correre. Soprattutto se il prezzo è sopra i 500 AED, cosa non tanto strana.

Ad un brunch, oltre a quanto detto sopra, ovvero cibo ed alcohol in quantità industriali, è possibile anche notare quanto sia differente la fauna che prefequenta questi eventi.

Gli uomini si dividono fondamentalmente in due semplici categorie: quelli in polo e bermuda e quelli in pantalone e camicia. Per il resto non c’è distinzione di sorta. Loro sono lì per mangiare, bere e cercare qualcuna da portarsi a casa nel post brunch.

Le donne invece forniscono un’ampia gamma di tipologie:

  • L’alcolizzata: prevalentemente di nazionalità British/american/Australian, ma pure le Italiane cominciano a darsi da fare (siamo sempre nazionalisti in fatto di gare…ed anche questa è una gara, dopotutto) che, dopo aver bevuto come pochi uomini sarebbero in grado di fare, barcollano tra i tavoli del buffet sui loro trampoli come dei T-Rex narcotizzati. Qualche volta, se si è fortunati, è possibile vedere anche un bel volo ad angelo, carpiato dai tacchi. Sfortunatamente, non sempre i fotografi sono pronti a cogliere ed immortalare tali piccole perle, ma nessuno portà mai cancellare dalla mia mente certe immagini (e non so se dire fortunatamente o sfortunatamente).
  • La bulimica: sorella dell’alcolizzata, predilige il cibo all’alcool e quindi potremo trovarla che passa da un banco del buffet all’altro per poi tornare sui suoi passi dichiarando “Non ho mai mangiato niente di così buono!”.
    Cara, hai detto la stessa cosa anche 10 portate fa quando provavi per la terza volta le ostriche e le aragoste alla catalana.
    Il suo ambient preferito è sicuramente la stanza dei dolci e la mitica fontana di cioccolata che fa tornare tutti un po’ bambini, solo che noi evitiamo di inserire una coppetta del gelato nella colata di cioccolata bianca, per poi berla come fosse una tisana detox. Ma a te i brufoli non vengono?
  • La mafiosa: avete presente i mafiosi che stringo mani e che conoscono tutti? Ecco, stessa cosa. Sono quelle talmente introdotte nel giro dei brunch e dei locali, quelle della Night Style Life, che non fanno in tempo a sedersi al tavolo ed ordinare il primo calice di Champagne (per loro solo Bubbly package!!) che comincia la processione per salutare, sorridendo, ringraziando e chiedendo consigli su quella o quell’altra festa. Normalmente hanno un blog (ahahahahah no, non sono io!) o comunque pubblicano continuamente la loro posizione sui vari social (vorranno farci sapere dove NON dobbiamo andare?) taggandosi in quello o quell’altro locale di tendenza.
    Io boh, se fossi al posto loro, farei mettere il numeretto come dal macellaio, o dal fornaio, vedete voi, e chiederei di essere disturbata solo dopo il terzo bicchiere. Ma non posso capirle certe cose. Non sono così introdotta nel giro.
  • La novellina: sono quelle ragazze alle prime esperienze con i brunch. Sono ancora così innocenti e carine. Le riconosci facilmente perché i loro piatti non sono mai stra pieni e sicuramente non usciranno barcollando dal brunch. Ancora non conoscono le gioie e la perdizione che possono dare questi eventi mondani. Ma basterà veramente poco ed anche loro cederanno al piacere del foie gras o delle escargot al burro. Nessuno ne può rimanere immune!!
  • La  mamma: è l’amica con pargoli al seguito che quando le dici “Oh, questo weekend volevamo andare a fare un brunch, sei dei nostri?“, la prima cosa che ti chiede non è certo location, costo, tipo di cucina…magari chi siamo? No, lei ti chiederà come fosse un mantra, quasi una preghiera “C’è la playarea?“.
    Ti sembro una con dei figli? Secondo te quando vado ad un brunch la prima cosa che guardo è la playarea?
    E niente…alla fine pure se non hai figli, se vuoi continuare a frequentare l’amica mamma comincerai anche tu a guardare se c’è un mini carcere per bambini, dove una “dolcissima” filippina si occuperà di loro, cercando di sedare le urla per non disturbare gli altri commensali. Il tutto si conclude in un misero fallimento.
    Ho visto pennarelli volare che voi umani non potete neanche immaginare (forse perché sto ancora cercando capire se erano veri pennarelli o era la mia esperienza di pre morte dovuta al troppo cibo/alcohol…).
  • La vegan/minimal/healthy: ok, io capisco tutto. Ma veramente capisco tutto. Capisco tutte le precendenti categorie ma questa categoria proprio non la capisco. Lasciatemi spiegare.
    Questa gruppo di donne sono le salutiste, quelle che non mangiano nell’ordine: carboidrati (ma la pasta di tofu sì…che coraggio), carne (poveri animali, poveri poveri animali. Sono così carini e noi che continuiamo a mangiare brutalmente della carne siamo degli orrendi mostri. Parliamone quando sei davanti ad un orso della brughiera marsicana che cerca di sbranarti. E’ ancora carino Winnie The Pooh??), insaccati (no ma che problema hai??? ma hai mai assaggiato il ciauscolo sul pane caldo? E ancora vuoi dirmi che non ti piace??? Ecco no, questo Maria non lo accetto!!), verdure non bio (dai forse forse questo ci può stare, ma in un paese dove la frutta sa di patate, e la verdura sa di patate e le patate non sanno di patate, sei proprio sicura le verdure bio, annaffiate non si sa con che acqua, siano così meglio? Scelta tua), e tutto ciò che è zuccheri.
    A parte il primo pensiero che mi viene in mente, ovvero ma che vivi a fare??? chissà che forza di volontà, la seconda cosa è: ma tu, che praticamente mangi aria e germogli, ma che vieni a fare al brunch? A giudicare me, che magari sto a dieta tutta la settimana e che quindi se decido che mi voglio mangiare un morbido panino al burro, mi devo pure sentire in colpa? No, ma ti prego spiegamelo.
    Che mentro mangi mi ripeti che quello mi ucciderà, che quell’altro mi ucciderà, che lo zucchero mi ucciderà. Vuoi vedere chi muore prima? Cavolo sei come quello della Mummia il film che continuava a ripetere Eh la maledezione, eh la maledizione, eh la maledizione. Che fine ha fatto? Eh niente…
    Ripeto: che vieni a fare al brunch? Semplice mostrare il loro fisico tonico e sperare di trovare qualche aitante uomo, magari ancora sul sobrio andante, che gli prometta viaggi, giri in barca e regali.
  • A questo gruppo possiamo aggiungere le celiache. Chi è che non ha almeno un’amica celiaca? Su, non mentite. Diciamo che almeno, loro, hanno un vero e valido motivo per rompere su quello che stanno mangiando, ma invece che dire continuamente “Quello ti ucciderà” al massimo ti dirà “Quello mi ucciderà ed adesso ucciderò te perché lo stai mangiando e mi fai rosicare“. Comprensibile.

Dopo la carrellata di esempi, in cui sicuramente vi riconoscerete (io mi riconosco in tutti, tanto grave? Ovviamente escludendo le salutiste!!), credo di poter dire che il vero spirito, secondo me, del brunch è l’avere la possibilità di passare un piacevolissimo pomeriggio con gli amici, mangiando e bevendo, ma soprattutto ridendo della settimana appena trascorsa. Il brunch è come se fosse una zona franca su tutti quelli che possono essere stati i pensieri che ci hanno reso l’ultimo periodo un po’ grigio.
Perché non c’è niente di più bello che unire cibo, buon vino e dell’ottima compagnia.

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