Archivio mensile:dicembre 2015

Fauna Maschile a Dubai…consigli da quelle che ce l’hanno fatta..

L’amore, per una donna single, è sempre una gioia ed un dolore: se da una parte hai imparato a convivere con il fatto che non è un dramma non avere un uomo vicino (ma come dico sempre Basto io per aprirmi il barattolo della salsa!!) e pure le tue amiche già con famiglia se ne sono (forse) fatte una ragione, dall’altra ci sono sempre i tuoi parenti che si cominciano a preoccupare che tu possa morire zitella circondata da gatti (fanno concorrenza al pessimismo cosmico di Leopardi se vedono un così roseo percorso per me…).

Cari parenti, la risposta per voi è la seguente:

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Purtroppo l’annosa domanda può colpirti ovunque, anche a Dubai, soprattutto durante le feste, e quindi ogni tanto ti ritrovi a spiegare che non hai nessuna menomazione strana e che no, non sei una mangiatrice di uomini (magari un po’ stronza poco incline ad iniziare relazioni con alcuni tipi sì) e che alla fine non è che ti trovi così male nel tuo fantastico mondo chiamato Singleland. Sfortunatamente tutto questo non basta e finisci a ricevere consigli da quelle che il vero ammmore l’hanno trovato e che hanno bisogno di spruzzarlo nell’aria neanche fossero delle fatine strafatte di LSD!

E così alcune amiche ti promettono che ti aiuteranno a trovare un uomo e che anzi, ne conoscono uno perfetto per te!! Domanda: se era così fantasmagorico, perché non l’hai tirato fuori prima dal cilindro? Evidentemente c’è la fregatura, ma lasciamo correre.

Quindi alla fine ti cominciano a consigliare locali dove il rimorchio è assicurato e che quindi, se non esci da lì con un aitante maschio follemente innamorato di te, quella mal predisposta eri tu. Eh va bene. Soprattutto perché a loro avviso Dubai è “piena” di ragazzi interessanti (sul fatto che siano tutti interessanti ho qualche dubbio, ma sono sempre disposta a dire di essermi sbagliata, in particolare se la cosa va a mio vantaggio) e che tu sei diventata troppo selettiva visto che la media, sempre secondo loro, è medio/alta (andare ad un appuntamento con i calzini spaiati e decidere che non fa per te non è essere troppo selettiva, ma è selezione naturale).

Ma partiamo per gradi: che tipo di fauna maschile c’è qui a Dubai?

Innazitutto bisogna fare una precisazione fondamentale: sono quasi certa che in questo paese ci sia una particolare calamita per alcune professioni. In questo paese risiede la percentuale più alta che io abbia mai visto di ingegneri, non importa con quale specializzazione, ma sappiate che se avete una particolare predisposizione loro sono qua! È ovvio che c’è quello junior e quello che guadagna talmente tanti soldi che a confronto Christian Grey è un pezzente, ma sono tutti qua. Quindi signore, cercate bene!

A parimerito troviamo quelli che con i piedi a terra proprio non ci sanno stare: i piloti che con le loro avvincenti storie ci fanno battere il cuore. Loro di norma, se non sposati e con famiglia al seguito, sono di seconda mano, ovvero con un’esperienza matrimoniale alle spalle ed alcuni sono pluriripetenti (a questo punto io qualche domanda me la farei: possibile che questi trovino solo ed esclusivamente donne sbagliate e che la colpa non sia loro? Bene riflettete sulla cosa e poi passate alla modalità Croce Rossa Italiana e salvateli da loro stessi). Ma alla fine di tutto, prime mogli e difetti vari, ci sarà un’unica fondamentale cosa che laverà via ogni colpa ed ogni mancanza: APC Card Platinum che tutte le porte apre!!

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Se però lui non è Emirates fa nulla, avrete quella standard che apre un po’ meno porte ma comunque le apre. E noi comuni mortali vi guarderemo invidiandovi ed accontentadoci dell’app dell’Entertainer, che comunque fa il suo dovere.

Altrettanto famosi (e numerosi) sono i cuochi, o meglio chef, quelli che si dilettano a compire un attentato alla tua tanto (mica tanto) sudata linea invidiabile (ma più che altro invidiabile perché se fossi grassa per quanto mangio dovrei rotolare). Normalmente frequentano i locali in tarda serata (alias post lavoro se ce la fanno…cosa positiva per valutare le prestazioni “sulla lunga durata”, if you know what I mean) e ti cominciano a decantare le loro doti in cucina, proponendoti una serata a casa loro, dove, per gentile grazia, cucineranno per te delizie che mai, e ripeto mai, le tue papille gustative hanno provato.

Mi raccomando, prima di accettare un’uscita, verificate che lo siano veramente, perché spesso anche il lavapiatti si fa chiamare chef e poi non sa fare neanche un uovo ad occhio di bue.

Oggettivamente, secondo me, sono sulla carta i migliori partiti: insomma, sanno cucinare!! Capiscono la differenza tra panna da cucina e panna dolce!! Se dovesse funzionare potresti anche mandarli a fare la spesa da soli, senza che tornino a casa con un cestino di ciliegie da 150 AED al kg (al massimo solo durante le occasioni speciali), avrebbero ottime conoscenze nei migliori ristornati, amici per lo spaccio internazionale di pietanze non presenti sul mercato (o se presenti, vuoi mettere lo spacciatore il fornitore del ristorante?). Quindi, se il vostro idolo al momento è un manzo alla Chef Rubio (da cui mi farei incaprettare ben volentieri per Pasqua) questi sono gli uomini che fanno per voi!

A questo punto, se siete ancora indecise visto che non siete interessate né ad ingegneri né ad aviatori né ai cuochi, gli altri si dividono in due ampi gruppi: quelli di passaggio, di cui fanno parte quelli in vacanza (se sei una fortunata, ti becchi anche la cotta per quello che a Dubai era solo di passaggio e che non rivedrai mai più. Eh so fortune!), e quelli che a Dubai ci vivono in pianta stabile almeno quanto te (sempre che si possa considerare Dubai un posto dove pensarsi in pianta stabile).

Se parliamo dei primi, le probabilità che questo possa diventare il futuro padre dei vostri figli sono molto basse: come ogni vacanza che si rispetti loro devono portare a casa il gettone e spesso noi siamo quel gettone. Triste realtà! Che poi non è che sia poi così male: alla fine non è che se sei single non puoi far un po’ di unconventional sport e devi sentirti obbligata a rimanere fedele alla tua “causa” (?).

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L’unica cosa che forse è sconsigliata è quella di buttarsi di testa in questa cosa. Mantenere le distanze a volte, come quando si guida, è per la tua sicurezza!

Per quanto riguarda la seconda categoria, le amiche già accasate, consigliano di puntare a quelli che a Dubai ci stanno da almeno un tre/quattro anni e che ormai sono stanchi di quelle da una notte e via (insomma era un modo carino per dire che hanno finito il primo giro della fauna femminile e che, dopo ampia selezione, hanno deciso che tu meriti un secondo giro. Oppure hanno deciso che vogliono te perché non ti hanno mai avuta e sei la novità). Luoghi di ritrovo ovviamente brunch, locali fighetti (Cavalli, Yacht Club, Q43) o se siete meno pretenziose e volete andare a colpo sicuro Barasti o Rock Bottom e porti a casa qualcosa (se sarà un diamante o uno zircone questo non è dato saperlo).

Dopo tutte le imbeccate delle amiche, qualche dubbio ti viene. Forse sei veramente tu il problema? Sarà che a te manca il bangladesh che ti vende i mazzi di rose, che come cade una goccia d’acqua diventano ombrelli? Sarà che io, senza il tetto del Duomo non riesco a lasciarmi andare? O forse perché qua, il giro in camporella rischia di costarti più della semplice multa (e si, ok, un po’ di rischio rende tutto più eccitante, ma vorrei evitare di telefonare a mia madre dal carcere, per dirle che mi hanno beccata a fare chissà cosa a Jumeirah Island)?

No, il problema non sei sempre tu. Il problema spesso è della società che non ti vede per quello che sei, ma per quello che dovresti essere a trent’anni: una moglie, una madre. Il problema è delle amiche che pensano che se sei single non sei felice e soprattutto non hai una vita. Il problema è anche tuo, che qualche volta ti dimentichi che sola non vuol dire veramente sola: una donna sola è una donna forte, capace di vivere nella sua solitudine; una donna sola si è costruita una vita vera senza bisogno di qualcuno che faccia la strada per te; una donna sola è una donna che ha scelto le persone nella sua vita non perché ne aveva bisogno, ma perché le voleva; una donna sola brama l’APC Card ma è felice dell’Entertainer; una donna sola non ha bisogno di un uomo che cucini per lei; ma soprattutto, ma donna sola non è e non sarà mai una donna sola, perché ha sé stessa.

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Che fai a Capodanno?

Ed alla fine anche la più insidiosa delle domande è stata fatta. E non mi riferisco a “Ma il fidanzatino dove l’hai lasciato?”

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che per noi single è forse peggio di quando ci mettono la mano sulla pancia, dopo un’abbondante abbuffata, sprizzando gioia da tutti i pori: no, non sono incinta, sono solo grassa!

No, la domanda per eccellenza in questo simpatico periodo dell’anno è:

Che fai per Capodanno?

Ed eccolo lì, che parte in sottofondo nella vostra mente, a tutto volume, l’incipit di O Fortuna, Carmina Burana, ed il panico pervade il corpo.

Le risposte a questa insidiosa domanda, che ci perseguita ormai da sempre o almeno da quando ho memoria, possono essere varie, soprattutto per noi che non viviamo nel nostro paese natale.

Quelli che forse più invidio sono quelli che hanno già le idee chiare ed un piano ben organizzato: ci saranno, quindi, quelli che ti dicono fermamente che torneranno a casa, dai propri amici e parenti per passare le festività con loro. Beati loro che non temo il freddo! Alcuni te lo dicono anche un po’ con l’aria triste e mi viene da pensare che nessuno vi costringe a prendere un aereo che, visto il periodo, è il più costoso dell’anno (in caso contrario vi toccheranno 20 ore di volo e 3 scali in paesi la cui pronuncia del nome potrebbe non essere così facile), ma capisco anche che se hai famiglia e figli, forse un giro dai nonni è anche giusto. Se non hai famiglia non mi fare gli occhi da gatto con gli stivali che non funzionano. Vai e muoriti di freddo!

A questa categoria appartengono le famiglie, che abbandonano il territorio emiratino non appena finisce la scuola dei pargoli per rientrare giusto giusto il giorno prima dell’inizio della scuola. Ora la domanda che mi pongo, ma qua, tutte le madri di famiglia stanno a casa? Nessuna che lavora? Perché, sebbene sia felice e soddisfatta del mio essere single e lavoratrice, forse non ho capito nulla e, per godermi la vita e farmi 1 mese di ferie, dovevo sposarmi e fare figli. Tanto il visto, a noi donne, pare che solo così ce lo diano, per legame di parentela.

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Se però fate le maestre o le professoresse avete tutta la mia profonda e piena comprensione. Anche io avrei bisogno di un mese di vacanza per riprendermi dai simpatici e “poco” urlanti pargoli, e se non sono pargoli avete comunque il mio pieno supporto perché l’adolescenza può essere dura, anche quando i figli non sono i tuoi!

Breve parentesi: se partite per tutto il periodo delle feste e siete i padroni di un cuccioli, che sia cane, gatto, uccello o essere umano alias marito, ricordatevi che fanno parte della vostra famiglia sempre, feste comprese! Quindi se non trovate qualcuno che possa sostituirvi evitate di abbandonarli!

L’alternativa al rientro in patria è il viaggio in qualcuna delle località nei paraggi: hotel e resort offrono offerte dell’ultima ora a prezzi più o meno stracciati (sono certa che lo stesso Resort una settimana dopo Capodanno costerà un terzo, ma questa è la legge del mercato). Quelli più organizzati si vanteranno di passare la sera dell’ultimo dell’anno a Bab Al Shams, godendosi i fuochi da una posizione privilegiata, mentre altri, ritardatari nella scelta, il luogo prescelto non sarà così esclusivo e magari sarà stato preso con qualche voucher.

Facciamo che per Capodanno non ce lo dite che l’avete preso su Groupon e noi faremo finta di non saperlo: dopotutto a Natale, e suppongo per tutto il periodo, siamo tutti più buoni. Magari anche io.

Quelli che soffriranno maggiormente a questa insidiosa domanda saranno i ritardatari cronici, quelli che avranno cominciato a guardare ora cosa fare, se prendere un volo ed andare a casa oppure rimanere, e se rimanere a fare cosa.

Le proposte si sprecano: dalla cena da mille ed una notte ad i fuochi d’artificio, dalla tavolata con gli amici al giro in barca. Diciamo che Dubai offre una possibilità di scelta a tutti, anche a quelli dell’ultimo momento (ma magari fosse stato così in Italia quando il 30 sera mi sedevo con le amiche per decidere che fare. Ovviamente finivamo con cenone a casa e giro rigorosamente dopo la mezzanotte in centro. A meno che non avevi il motorino ed eri fico e quindi per te questa regola non valeva, ma purtroppo non ero così fica!), ma sicuramente non offre una possibilità a quelli che vogliono fare la cena al Burj Al Arab e pagare come in trattoria da nonna Pina.

Mi spiego meglio che sennò vengo criticata e mi si dice di essere cattiva.

Leggendo sui vari gruppi Facebook che popolano l’etere ed in particolare quelli dedicati a Dubai ho letto veramente di tutto. Ora io non voglio essere la solita criticona che se la prende con gli italiani ma qualche volta mi rimane impossibile. Non puoi cercare un evento di Capodanno, in zona Downtown, vedere le fontane, bere alcool e spendere sotto i 1000 AED!

Certo, starete dicendo che puoi. Ovviamente: mangiando al Dubai Mall in qualche fast food schiacciato nella ressa della gente che ha avuto la tua stessa idea e poi, se riesci a muoverti perché la cosa potrebbe essere estremamente complessa (se poi riesci a camminare sulle teste della gente, beh, bella pe te!) te ne vai al Souq al Bahar o al The Address, aspettando la mezzanotte bevendo qualcosa. Perché ovviamente stanno tutti aspettando te. Non pensi forse che i posti in terrazza, fronte fontane siano già stati affittati? O che magari quelli rimasti di certo non sono gratis?

Cerchiamo di riflettere.

Io ora posso immaginare che veniamo da tutta l’Italia (non fate gli snob, anche se avete passato gli ultimi 10 anni all’estero una casa in Italia l’avete avuta ed almeno un Capodanno l’avete passato nella nostra amata madre Italia), quindi chi dalla grande città e chi dal “paesello” (non è in tono dispregiativo!!), ma veramente a Capodanno siete riusciti a spendere meno di 100 euro mangiando fuori “in centro” (perché qua di centro centro non si può parlare ma per Capodanno i punti considerabili come centro sono Downtown, la Palma e Marina)? Il Grottino del Laziale non fa testo.

Nessuno vuole impedirvi di passare il miglior Capodanno ever ma vi consiglio di non sentirvi troppo criticati quando nei gruppi qualcuno vi risponde con estremo sarcasmo. La richiesta di spendere poco e stare al centro del mondo qua non porta a nessuna soluzione vera e concreta.

Nessuno vuole farvi i conti in tasca ma il Capodanno a Dubai è decisamente uno dei più grossi business di questo paese, quindi chiedere anche il maggiordomo privato e spendere come da Mc non è un’opzione plausibile. Come dire: chi poco spende poco ha, soprattutto a Capodanno.

Ma mi piace molto l’idea che il Capodanno sia come in tutte le parti del mondo per tutte le tasche e per tutti i gusti. Adoro l’idea di poter passare la serata tranquillamente con gli amici a casa guardandomi i fuochi alla tv, ma sono contenta di aver provato anche l’esperienza della calca al Dubai Mall cercando di conquistarmi un pezzettino di aria (spazio era chiedere troppo), di aver visto i fuochi da una barca al largo della Palma (o meglio io sono scesa prima perché il mio accompagnatore ha scoperto di soffrire il mal di mare, tanto che gli hanno chiesto di fare il ramake della bambina dell’Esorcista) o di essere tornata a casa quando ancora il freddo non mi spaventava.

Cosa accomunava tutte queste esperienze? Le persone vicino a me. Non passate l’ultima sera dell’anno con chi non vi piace ma passatela con chi vi fa stare bene.

Italiani con la valigia di cartone.

Quante volte avete ricevuto il messaggio o la mail di un vostro amico, o meglio, conoscente, che non sentivate da mesi che, solo perché vivete a Dubai, ha deciso di proporvi il business dell’anno?
O amici di famiglia con il figlio neo laureato (o anche laureato da un po’) che non riesce a trovare lavoro in Italia perché è brutta e cattiva e che tu sei “l’ultima speranza“?
O magari ex compagni dell’Università che si rifanno magicamente vivi e dicendovi che eravate grandi amici e che gli farebbe piacere venire a vivere a Dubai?

Bene, se non avete ancora ricevuto qualcosa del genere non potete ancora ritenervi dei veri Dubaiani. Ma quando cominciate a ricevere questo genere di messaggi potete sentirvi arrivati, ma non nel senso di persone arrivate professionalmente, ma nel senso che ormai siete totalmente integrati nella vita locale. O almeno così dice il vostro Facebook.

L’arrivo di questo messaggio segna definitivamente il vostro ingresso nel mondo degli adulti dei residenti e quindi siete obbligati a dare una mano. Almeno così pensano gli altri.

Normalmente il messaggio prevede un’intro con i vari convenevoli, dettati dall’assenza di interazione per un lungo periodo, per poi passare al fulcro, al core business, dove ci viene proposto di diventare soci della più grande idea mai pensata e che, se decidiamo di partecipare, i ricavi saranno più di quelli che riusciremo a spendere. Ovviamente le prime volte si è incuriositi da questa proposta, dopotutto ascoltare non ci costa nulla.
Si, ci è costato qualcosa: Tempo!! Normalmente vengono proposti servizi la cui utilità in questo paese è pari a 0 o comunque è un qualcosa di già fornito, come ad esempio un servizio di ordine online di cibo.

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Ma quando pensi queste cose sei serio? Cioè ti rendi conto che vivo nel paese dove se alle 3.27 del mattino mi viene voglia di fiori di zucca fritti o di melanzane ripiene sono sicura di trovare qualcuno che me le porti????

Ottima idea, ma ritenta sarai più fortunato.

Il meglio del meglio è quando la proposta riguarda un’attività commerciale: apriamo una bella pizzeria. Ovviamente stavano tutti aspettando te a Dubai per portare la pizza. Credo che ci siano più pizzerie a Dubai di quante ce ne siano a Napoli (ovviamente non sto dicendo che sono tutte buone e degne di nota, ma sono comunque tante e molte anche gestite da italiani, di cui alcuni hanno decisamente dimenticato come si fa la pizza!). Qualcuno che vive qua ogni tanto propone anche di aprire in JLT: ok, a qualcuno ha detto bene ma i locali che aprono e chiudono in quella zona sono veramente tanti causa assenza di passaggio nella zona dei locali. Insomma ci vai solo se conosci il posto!

Non ricordo né chi né quando è accaduta questa cosa, ma ricordo la proposta di creare delle belle fontane che potessero ravvivare questo paese desertico.
Forse avrei voluto tanto dimenticare!
Ma ricordo benissimo le risposte ironiche della gente. Vi prego, quando proponete qualcosa documentatevi così eviterete la brutta figura e che riceviate risposte che possano offendere la vostra intelligenza.

Nel mio caso le richieste d’aiuto sono sempre state più mirate alla ricerca di un lavoro (non sono un’imprenditrice e la mia carta è sempre in rosso…troppi brunch e troppo shopping!). Quando si è trattato di persone fidate non mi sono mai tirata indietro ma anzi, mi sono prodigata non solo nel dare consigli, ma qualche volta, quando ho potuto, ho anche fatto da tramite nella speranza di poter aiutare qualcuno che veramente se lo meritava.
Ma ho avuto anche occasione di ricevere mail/messaggi da persone scomparse dalla mia vita da secoli e che, semplicemente perché vivo a Dubai, hanno deciso di rimettermi in cima alla lista delle amicizie. In questo caso le mie risposte alle loro richieste di aiuto si sono limitate a dare consigli su come cercare lavoro (cosa che per altro viene fatta magnificamente su molti gruppi Facebook o pagine italiane, come Dubaitaly…ma lì se vi diciamo che No, se fai l’agricoltore non puoi venire a Dubai e guadagnare 6000 euro al mese veniamo tacciati di essere cattivi ed invidiosi della concorrenza…io l’orto ce l’ho in giardino se è per questo) o magari, se la persona in questione rientrava nel gruppo “amici di famiglia“, ad essere più specifica o girare qualche annuncio che avevo intravisto su qualche sito locale.

Le richieste migliori sono però altre: vuoi venire a Dubai? Perfetto, nessun problema. Magari hai anche il titolo di studio che ti permette di avere la chance in più contro la concorrenza. Magari hai anche qualche specializzazione tecnica, eh no, non parlo del mulettista!! O del piastrellista, che per quanto ogni lavoro sia dignitoso e valga la pena di essere fatto, in questo paese viene fatto dai lavoratori non specializzati. E con questo non voglio certo dire che lo facciano meglio di noi (o meglio, alcuni si) ma semplicemente che loro costano meno!

E dov’è allora il problema? Beh, alla domanda/affermazione Suppongo che tu l’inglese lo sappia la risposta è una e soltanto una No, ma non importa. Io sono uno/a che si fa capire/tu vieni ai colloqui con me.

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Ma voi, a questa gente, che cosa gli vorreste o gli dovreste dire? No, ma veramente che cosa gli dovrei dire? Eh niente. Perché tanto odio…

E poi ci sono quelli che a Dubai ci sono venuti comunque, anche senza sapere l’inglese. Quelli che nel paese d’origine non avevano una qualifica. Quelli che in pratica hanno visto negli Emirati il nuovo pollo da spennare ed hanno deciso di tentare la sorte finché le finanze lo permettevano.
Cosa che fino al 6 Maggio del 2015 era anche molto tempo, visto che per noi cittadini Schengen era possibile la pratica illegale, ma comunque diffusa e più o meno accettata, del Visa Run con tanto di società organizzate che con dei pullmini portavano quelli che avevano bisogno di rinnovare il visto turistico per altri 30 giorni, facendosi un giretto al border in Oman (in pratica arrivari al parcheggio e torna indietro, senza neanche vederlo l’Oman!).

Ma ora NO! La legge è cambiata.
Non mi dilungherò su come funziona, perché c’è ancora gente che non ha capito che ogni 90 giorni devi stare fuori 90 giorni all’interno di un periodo di 180 giorni (viva la lotta all’evasione fiscale!!), ma dirò solo una cosa: quando vi fermano al border perchè volete fare il Visa Run perché non avete creduto a nessuno, tranne all’amica che vi ha detto che un amico di un amico c’è riuscito, mandate una cartolina.

Quindi o entro 3 mesi trovi un lavoro o sei fuori. Ricordate che la matematica non è un opinione.

Alcune mie conoscenze (non direi mai amici) poi sono anche state fortunate nel trovare degli ottimi lavori pur non sapendo la lingua (Ora dimmi che Santo hai pregato???) ma facendo dei corsi in loco per avere più chance.
E poi ci sono quelli, che sebbene abbiano avuto questa botta di nonsidicecosa fanno anche quelli non soddisfatti del lavoro che hanno trovato! Che si lamentano delle molte ore di lavoro, della diversità culturale dei colleghi o dei capi così insensibili da non dargli ferie per festeggiare il Natale. Alcune addirittura preferiscono fare le baby sitter piuttosto che lavorare!

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Per questo post, oggi, non esistono altre espressioni!

In questi anni a Dubai ho letto di tutto, ma sempre le stesse domande che si ripetevano cicliche: Mulino Bianco, filtro dell’acqua, visa run, maid (che pare scappino con i mariti o con più frequenza della morte dei miei pesci rossi nell’acquario), dottori definiti bravi perché parlano italiano, parrucchiere che sia bravo, parli italiano (perché imparare due parole d’inglese è troppo) ma soprattutto che sia economico (se mi somiglia a Roul Bova ci vado pure se costa sei volte quello che pagavo in Italia). Siamo arrivati come pionieri, quando questo paese era ancora considerato un posto disagiato. Ma purtroppo non abbiamo imparato nulla dalla nostra storia.

Siamo stati emigranti. Siamo emigranti. Saremo sempre emigranti.

Ma purtroppo continuiamo a pensare di essere migliori e molti di noi continuano ad essere degli italiani con la valigia di cartone.

 

 

Perché ci sono vacanze e vacanze…

Ed anche Dicembre è finalmente arrivato. Una volta mi sarebbe venuta l’ansia del Natale (in realtà l’ansia era per i parenti), della sessione d’esami (quanta ansia, quanta ansia) ma soprattutto mi sarebbe venuta l’ansia del freddo!!! Quel freddo che ti entra nelle ossa, che ti fa tremare dentro e che ti fa desiderare di non abbandonare mail il piumino la mattina (confesso di aver passato mesi a “studiare” nel letto durante la sessione invernale in tenuta antistupro)
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Ed invece no!! Dicembre a Dubai significa che è cominciata decisamente la bella stagione, ovvero quella sorta di periodo chiamato convenzionalmente “inverno”, che però ha il sapore ed i profumi della nostra primavera.

Quindi finalmente abbiamo detto basta al caldo infernale ed alla conseguente impossibilità di vivere più lontano di due metri dall’aria condizionata (ovviamente non parlo di quella dei Mall o degli uffici perennemente tarata a 18°, neanche fossimo tutti pinguini. Capisco che il freddo mantiene giovani ma così moriamo lattanti tra qualche anno).

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Purtroppo questo non ha messo fine agli arbre magique gusto frutti tropicali, a copertura di certe di odori, che possiamo trovare in alcuni ambienti chiusi. Ma anche questa è diventata una caratteristica locale. Non piacevolissima. Ma è comunque qualcosa di tipico.

Abbiamo detto basta alla costante umidità che ti dava la sensazione di nuotare invece di camminare e che sfidava in modalità difficile noi povere ragazze a riuscire a mantenere la piega perfetta (se poi non hai neanche il filtro dell’acqua a casa o non fai il trattamento alla Keratina allora direi che la battaglia era persa in partenza).

Stop alla sensazione di bruciore sulla pelle che se per errore c’era una porzione di pelle esposta al sole, quella procedeva all’autocombustione immediata piuttosto che patire il calore. Qualche volta questo paese ci ha anche regalato in estate l’effetto phon (da leggersi asciugacapelli): ok, fa caldo, ok si suda, ok è umido. Ma la cosa veramente straziante di questo paese è il vento caldo che soffia quando finisce l’umidità!! Non so se sia peggio la tormenta di sabbia, che se ti sei dimenticata la finestra aperta, quando torni a casa ti dai alle costruzioni:

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oppure la sensazione di aria calda tipo forno appena aperto che ti stordisce anche un vagamente appena esci da un palazzo (sotto zero ovviamente).

Ma finalmente tutto questo è finito e possiamo dire di aver celebrato l’inizio della bella stagione con ben quattro giorni off, quantitativo di giorni a casa decisamente sopra la media e fortunatamente, caso più unico che raro questi giorni non dipendevano né dalla posizione né dalla grandezza della luna e quindi erano feste sicure!!
Normalmente quando ci viene annunciata una festività religiosa non sappiamo mai se prenotare una vacanza fuori o rimanere a Dubai dal momento che tutto dipende sempre dalla luna. Ma questa volta ad essere celebrata era una festa laica: il 44° anniversario della fondazione degli Emirati Arabi, a cui recentemente è stata aggiunta la festa dei Martiri per ricordare le vittime della guerra in Yemen.

Oltre alla certezza della pena durata di questo periodo di festa, c’era anche la certezza di un’altra cosa. NIENTE DRY NIGHT! Magari è un pensiero superficiale ma se spendeste 10 minuti di tempo a guardare vecchi post nei vari gruppi su Facebook sapreste che sapere o meno se è dry night è una delle domande più frequenti prima dell’inizio di una festa religiosa.

La dry night è indicata come il periodo che va dal tramonto del giorno prima dell’inizio della festività al tramonto del giorno dopo in cui non vengono serviti alcolici in tutto il territorio (Sharjah è dry tutto l’anno, per loro non fa differenza) e non è trasmessa musica nei locali, cosa da considerarsi rispettosa dal momento che non è che comincia la Sagra del Carciofo o quella della Porchetta di Ariccia. Ma no! Domanda fissa: Domani è dry night? Vi prego ditemi di no!! A cui segue il totoscommessa: si è dry, no non è dry. Fortunatamente questa volta la ricerca di informazioni al riguardo è durata meno del solito: si alla festa laica, no alla dry night!

Come detto prima, finalmente abbiamo avuto modo di decidere che cosa fare di questi giorni a casa (scommetto che quelli che sono rimasti a Dubai avevano tantissimi programmi, ma l’unica cosa che hanno portato a termine è stato il loro costante procrastinare. Bravi, è così che si fa!) e tutti, ma proprio tutti, ci hanno reso partecipi della loro posizione. In alcuni casi ho percepito la cosa come “non aprite quella porta” ovvero meno male che sei partito e mi stai dicendo che là non devo venire.

Se state pensando al concetto di vacanza italiano degli anni ’60 (allegra famigliola con la borsa frigo e dentro il cenone di capodanno) vi sbagliate. Certo, qualcuno che viene in spiaggia attrezzato neanche dovesse andare a fare un escursione in Nepal c’è, ma normalmente le opzioni sono o andare nell’albergo con la spiaggia attrezzata dove gli animi sensibili di alcuni non rischiano di essere “offesi” dal volgo che li circonda, oppure andare nelle spiagge pubbliche che in alcuni casi, come ad esempio Kite Beach, offrono la possibilità di affittare ombrelloni e lettini ad un prezzo decisamente onesto, almeno per gli standard delle città dove normalmente passo le vacanze estive.

E quindi abbiamo avuto le amiche Jumeirah Jane (quelle vere ovviamente) nei loro splendidi costumi scintillanti, avvolte in sfavillanti (ovviamente di marca) kaftani e protette dal sole sotto i grandi cappelli a falda larga, che sono andate a passare le feste in qualche splendido Resort, dotati di tutti i servizi (ho recentemente scoperto che oltre a trovare nei Mall il servizio portaborse – quando il tipo si è avvicinato per prendermi le buste dello shopping ho pensato che le volesse rubare!!! – in questi posti ci sono anche gli addetti alla pulizia ed asciugatura degli occhiali mentre sei in piscina!!)

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Le nostre amate Jumeirah Jane sono altrettanto ovviamente tornate a casa sfoggiando una splendida abbronzatura che Carlo Conti si sogna, mentre tu, sei stata fortunata, non verrai messa nella vasca delle aragoste al prossimo Brunch.

Non c’è competizione….

Anche le Fake Jumeirah Jane sono state in vacanza: per non essere da meno, di certo il campeggio in Oman o in qualche location negli Emirati non è stata la loro scelta. Hanno optato per Resort “di nicchia” presi su Groupon: tra Liwa di Groupon e l’Anantara di Liwa c’è una bella grossa differenza! E’ un po’ come quando sei giovane e tutti hanno la maglietta dell’Onyx e tu hai quella della Fornarina. Bella per carità, di marca pure. Ma non è Onyx.
Altre ancora hanno preferito giocarsi la carta del “Quest’anno abbiamo deciso di rimare a casa e fare un BBQ con tutti i nostri amici. Sai troppa confusione ed i bambini poi tornano nervosi“, con i piccoli figli di Satana che vi guardano con quell’aria così innocente ed il tuo pensiero va agli altri ospiti del Resort che se la sono scampata questa volta. Poi il pensiero va a quelli che poverini li incontreranno in spiaggia/piscina.
Eh niente, non possiamo essere tutti fortunati…

E poi ci sono quelli che sono rimasti a Dubai e di questo genere ce ne sono di due categorie: noi e loro.
Loro sono i turisti. Quelli che si fermeranno solo una settimana. Quelli che ti mettono l’ansia perché mentre tu cerchi di trovare la posizione comoda per dormire sul lettino, li vedi che fanno foto e video delle Frecce Tricolore/Quadricolore (non so mai come chiamarle visto che qui la bandiera ha 4 colori)

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che impazziscono per i palloni aerostatici che hanno invaso letteralmente Dubai per 3 giorni (ho visto su Facebook che giravano anche questa mattina)

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Insomma quelli che devo fare fare ed ancora fare. Sono anche quelli che tutte le sere li trovi a fare festa nei locali all’aperto, che finalmente si ripopolano di gente che non esce da lì in versione cane bagnato ed insabbiato. Meno male che è Dicembre!!

E poi ci siamo noi. Quelli rimasti a Dubai perché l’unica cosa che volevano fare era rimanere a casa e non fare nulla. Quelli che si sono goduti la città e tutte le sue attività: evitando di citare le Frecce ed i Palloni che direi che hanno visto tutti, Dubai ci ha regalato fuochi d’artificio, parate “storiche” ed eventi realizzati appositamente per questi giorni di festa.
Quelli che sono stati con gli amici di sempre al mare, al brunch, in piscina, con la famiglia. Quelli che piuttosto che pensare a come apparire sui social hanno preferito farsi venire le piaghe da decubito facendo la staffetta tra il divano ed il letto.
Quelli che si sono dedicati all’arte ed alla scoperta della città, quelli che hanno visitato Deira ed il Souq dell’oro e delle spezie, e quelli che hanno preferito la Moschea di Abu Dhabi.
Quelli che, seguendo la cara e vecchia tradizione italiana, hanno organizzato pranzi con gli amici in perfetto stile braciolata (qualcuno dice che sia ben differente dal BBQ. Quando capirò la differenza la condividerò con te).

In pratica, tutti quanti, per la prima volta (forse) abbiamo fatto quello che segretamente pensano che facciamo tutti i nostri amici: NULLA!