Archivio mensile:aprile 2016

Cinemino?

In Italia uno dei miei programmi preferiti per il weekend era l’organizzare una serata al cinema con le amiche, che poi si tramutava inesorabilmente in “mangiamo anche per la fila davanti”, o il povero fidanzato del momento.

Ho sempre pensato che ci fossero dei film che dovevano essere visti al cinema e non su un banale schermo del computer o schermo a casa (scusa papà so quanto tu tenga al tuo Dolby Surround). E quindi almeno un paio di volte a settimana mi chiudevo dentro un multisala e mi facevo travolgere e coinvolgere dalla storia che poteva essere d’amore (mai stata una grande amante perché mi mette a disagio piangere come una fontana davanti ad altre persone), d’azione, anime, thriller.

Il genere non era importante, perfino i cartoni animati al cinema avevano il loro fascino. L’importante era ultima fila, copertina e pop corn.

Ho portato questa mia passione ovunque io abbia vissuto, anche perché vedere i film in lingua originale è sempre utile per migliorarsi.

E poi niente…sono arrivata a Dubai.

Arrivata da pochissimo qualche anno fa, ho passato tantissimo tempo in albergo a causa della lungaggine delle pratiche per il visto, tanto da essere stata quasi dispiaciuta dell’aver lasciato il residence. Una delle prime sere in camera, non conoscendo ancora nessuno, ho deciso di concedermi una serata relax in vecchio stile: coperta, bicchiere di vino e filmino. Un toccasana quando ho bisogno di staccare la spina.

Ricordo ancora che facendo zapping tra i vari canali della tv, trovai disponibile uno dei miei film preferiti, uno di quelli di cui ho comprato anche il BluRay versione estesa (giusto perché la versione normale era corta): Avatar.

Avatar

Un fantasy movie su un mondo post apocalittico dove la versione gigante e palestrata dei Puffi (sono blu…) scaccia l’umano arrivista che vuole prendere la sua terra e sfruttarla per estrarre una pietra che che fa flutturale le montagne: in pratica una rivisitazione moderna de L’ultimo dei Mohicani.

Ad ogni modo, sebbene la trama sia quella che è, colonna sonora (l’ascoltavo in motorino pensando di cavalcare un gigantesco Toruk) e grafica sono qualcosa di spettacolare e coinvolgente. Adoro talmente tanto questo film da conoscerlo a memoria, e proprio questo mi ha fatto scoprire la più grande “menzogna” che offre la TV in questi paesi: le scene romantiche sono drammaticamente cancellate!!!

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Ovvio che in un paese musulmano non mi aspettavo certo che mi lasciassero la scena del “burro” de L’Ultimo Tango a Parigi, ma neanche che facessero magicamente sparire la scena d’amore tra i due protagonisti dove praticamente uniscono le code.

In questa occasione ho pensato che fosse semplicemente un errore, ma con il tempo ho capito che in realtà tutti i film erano censurati e non solo a casa ma anche al cinema: vedere The Wolf of Wall Street è stato come pagare per vedere un trailer (secondo me dovevano proprio evitare di distribuirlo nelle sale, come è successo per Fifty Shades of Grey, anche perché altro che trailer). Perfino il film de The Goonies è stato censurato nei suoi due baci adolescenziali.

Un vero e proprio dramma se consideri la visione di un buon film un piacere. Soprattutto perché a Dubai il cinema non è solo un cinema, ma è un’esperienza trascendentale:

  • la classe economy ha i sedili reclinabili (che se sei vagamente stanca e il film fatica a decollare sappiamo tutti come può finire…) ma dai più considerati scomodi; usare questa sala può comportare la presenza di gente che parla, parla e parla durante la visione del video: consiglio, se siete per il silenzio assoluto, evitate!
  • Imax: vi propongo una citazione di una mia amica per spiegarvi “Mega super super schermo, per chi ha un collo super allenato. Se per sbaglio non riesci a prendere posto nelle ultime file, ti ritrovi a vedere solo metà film perché l’altra metà te la ritrovi alla periferia degli occhi e non la vedi”. Ammetto che una volta ho rivisto il film su un banale schermo ed ho scoperto delle scene che non avevo visto. Comunque a meno che tu non sia un rospo o un ramarro, prenotate per tempo e portate un cuscino tipo quelli che si usano in aeroplano.

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  • la classe Gold, per chi è V.I.P. inside: sedile pieghevole con tanto di copertina, cuscino e buttler (si avete letto bene: c’è una persona dedicata a rendere la tua esperienza cinema “diversa”) dove puoi comodamente ordinare del cibo da una più che nutrita lista. Ma perché scegliere Gold? Ovvio…se sei contro l’attività fisica loro eviteranno che tu ne faccia portando del pop corn al tuo posto ma saranno loro a posizionarlo nel tavolo tra le due sedie.
  • E poi c’è lui. Il T-Rex del cinema. Il top dei top. Il cinema che ti rende fico solo perché hai toccato il suo pavimento. Theater by Rhodes: costo medio per una serata lì forse più che un biglietto al teatro di Milano, ma prima di morire (o lasciare Dubai…same same) va provato. Sala con sedili paragonabili a quelli della Business Class Emirates con un menù creato appositamente dallo Chef Rhodes, tra cui l’indimenticabile pop corn al tartufo (neanche mia madre quando torno a casa dopo 6 mesi ha così tante attenzioni), per farti decidere che vuoi tutto quello che c’è sul menù (all’uscita hanno allestito un banchetto per la vendita degli organi).

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Insomma, anche il cinema a Dubai è perfettamente in linea con il suo stile (ma non ne avevamo dubbi). E quindi che fare se l’idea di vedere un mezzo film, oltretutto sottotitolato in arabo (nessun problema con la lingua…ma ammettetelo, è una distrazione!) ti fa venire il magone?

Semplice: basta scegliere un film spara spara, uccidi uccidi dove le probabilità di una storia d’amore siano il più basse possibile (cosa rara perché ci infilano la parte “soft” anche nella pubblicità del tonno). Infatti, se le smancerie vengono bollate e quindi tagliate, la violenza e gli action movies ambientati in teatri di guerra godono di una certa immunità: nel film American Sniper provate ad indovinare che porzione di film è magicamente sparita.

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Voglia di cozze portami via…

Avete presente quella bellissima funzione che ha Facebook che vi ricorda, con la delicatezza di un treno a tutta velocità in faccia, dove eravate lo stesso giorno negli anni precedenti?

Qualche giorno fa, Facebook ha fatto del suo peggio: tre anni fa ero al mare, con i miei amici, a mangiare cozze!

cozze

Ed è subito voglia che neanche una donna incinta all’ottavo mese sta come me quando si tratta di cozze. Dico solo che se sono in Italia minimo 3 volte a settimana ci sta bene una bella impepata di cozze…ma anche uno spaghettino allo scoglio non guasta mai.

E purtroppo a Dubai questo prezioso alimento non è così facile da trovare ed anche quando si trova la qualità non è così alta. Insomma, non ci senti il mare dentro come se vai ad Ostia dalla signora Maria. Ma quando si tratta di cibo, mai darsi per vinti!

E quale modo migliore per non pensare alle cozze, se non un’intensa sessione di shopping al IBN Battuta Mall (che per chi non lo sapesse è un esploratore famoso da queste parti quasi come Cristoforo Colombo), sempre pieno di gente che si fa selfie? Arrivata praticamente nella zona del cinema, dove c’è una seconda food court, ho continuato a camminare e l’ho visto…lì nel suo angolino anche un po’ anonimo…Urban Seafood!

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Mi sono avvicinata per dare un’occhiata al menù ed eccole lì: basket da 800 gr di cozze! Mi sono sentita come se avessi vinto alla lotteria. Mi sono seduta e senza neanche realmente vedere il menù ho ordinato: ovviamente cozze con una salsa di burro e limone che secondo me era una bomba (come anche le calorie che contiene, ma sorvoliamo su quello…).

Mentre aspettavo che il mio adorato cibo arrivasse, mi sono guardata in giro: oltre al fatto che la cucina è “a vista“, cosa che mi da sempre un senso di pulizia soprattutto se si tratta di pesce (non auguro a nessuno l’intossicazione da crostacei o molluschi…), la clientela è per la maggiore araba e i camerieri sono molto disponibili ed attenti, con una manager che è venuta più volte al tavolo per chiedere se fosse tutto ok (ho il dubbio che sia venuta per cercare di capire dove sono riuscita ad infilarmi 2 basket di cozze…donna…alla fine sono solo gusci). Anche gli altri piatti che ho visto passare sembravano veramente ottimi, come l’hamour al cartoccio che da lontano sembrava buonissimo (il povero cliente che l’aveva ordinato secondo me si è sentito vagamente osservato).

Per quanto riguarda le mie cozze non voglio dire nulla se non che per gola mi sarei fatta anche un terzo basket, ma poi altro che un’ora di palestra. E soprattutto mi sarei bevuta la salsina se fossi stata nell’intimità delle pareti di casa mia…sofferenza immensa.

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Unica pecca che ho riscontrato è che un bicchiere di vino sarebbe stato “la morte sua“, ma non si può avere tutto.

E qual è il punto che segna la partita per rendere questo posto il cozza place? Fanno delivery!
Quindi se ti viene quella voglia di pesce, ma non hai voglia di uscire loro assecondano questo tuo desiderio e vengono da te.

Ecco…il parlare di tutte queste cozze mi ha fatto venire voglia…