Archivio mensile:giugno 2016

We love to eat….

It’s a fact of life: we Italians love to eat!

Although actress and national icon Sabrina Ferilli, in a well-known TV ad for sofas (and I must be honest, I just cannot remember the brand name), said “oh, don’t we just love to chat”, in truth I have come to believe that we Italians, first and foremost, but also second, and third as well, absolutely adore eating. With everything that goes along with it.

Should we deny the fact that when we come back from our holidays/stays in Italy our luggage is filled up with more food than clothing? Or that our guests must pay the price of our hospitality by bringing over food and other edible items that we cannot buy over here? Every time I head for customs after landing at Dubai airport I panic at the thought that I will be stopped, and the slab of ham that I so carefully hid in the woolen jumper will be impounded.

What truly upsets me is the fact that my “non-Italian” friends feel no need to fill up their cupboards with food that is not available here. One of them actually asked me if Italians use all this food as a means of exchange, as in barter. He was laughing about it… little did he know that most of the time, it’s actually true. Facebook posts asking for food and where to find it have been going on for months, if not years, and when they go unanswered I have seen people give up to melancholia and, as consolation, eat their way through the last pack of Pan di Stelle biscuits (and in case you just arrived here: I can tell you with absolute certainty that you cannot buy Mulino Bianco products in Dubai).

But there is also some good news. An announcement so important that all the Italian community is buzzing about it. Fanfare please: Coop products are here!


So off we go, stacking our cupboards as if in preparation for World War III. There is nothing that we Italians can do about it, when it comes to food we are in the front lines, and we simply cannot miss out on such “social events”. So my friends’ Facebook pages all lit up with pictures of purchases made at the Union Coop in Al Wasl Road (I got so many requests for the location that my sat nav now refuses to share it). As if we ever went hungry in our lives.

And if, on the one hand, I have seen/read how some people consider this event as momentous as the signature of an international treaty on the safeguard of human rights (if you ask me, I am quite certain that many people back in Italy never bought Coop-branded products, but over here you must go with the flow), many others have taken part in one of our favorite national pastimes: complaining. “It’s too expensive”, “Coop products are low quality”, “right, but it’s not Mulino Biano (again!)”, “they probably have only two weeks’ worth in stock, and then they will run out, as always here in Dubai”, and so on…

We can never be happy… never, that is, until we are finally able to buy Pan di Stelle.


But even overlooking the fact that I can now drink a fresh pear juice, no small feat for a passionate lover of this drink, Dubai has a wide selection of Italian restaurants and pizzerie (admittedly, sometimes self-styled) that can satisfy the instant craving for “grandma’s cooking” which hits you after some time over here: we cannot deny having left Italy vowing “I will never set foot in an Italian restaurant, only local or international cuisine for me!”, only to surrender unceremoniously the first time someone takes us out for a pizza.

But sadly, I also know people who have never “set tongue” outside of an Italian restaurant, and steadfastly refuse to try anything else: let me tell you, you are truly missing out on something. You will never experience the thrill of Indian or Pakistani food (and its “devastating” effect on body odor), you will not take your chances with spicy Mexican or Eritrean cooking, you will not savor the refined delicacies of French cuisine (can you truly tell me that onion soup served on freshly baked bread does not tempt you?), you will not share the boundless joy in front of a Peruvian ceviche. I will be the first to admit that when I eat US food I do find myself disgusting, but as a visiting friend once told me “how can you go through life without ever trying proper cheesecake?

And if you actually have visiting guests, you cannot imagine the stress in finding a place suitable for their Made in Italy taste buds. They will never be satisfied with a good Lebanese restaurant, nor with sushi.

But then again I am rather “annoyed” by those who have seen it all, done it all, eaten it all, and therefore will never join in to an evening in the latest super-popular pizzeria: I am not suggesting a carbonara (oh, why can’t they invent a shiny, sparkling character font?) in Deira, but a pizza once in a while never hurt anyone.


So, whether you like to live dangerously (and I am not kidding: my first meal at Ravi was very nearly the end of me), and therefore you like to try out new things, or whether you like something a little more easy-going, there is no escaping it: in Dubai we all put on weight at first (and some of us never really stop, to be perfectly honest). Maybe it’s the sea breeze that makes you hungry, maybe it’s the water low in sodium (and yes, I have actually heard someone state this, just like my grandfather would complain that he put on weight because of the stock that my grandmother bought at the supermarket to make broth), or maybe it’s just the incredible variety of food over here, but when the swimsuit exams come along (seven months a year), you either go on a crash diet, or you accept the fact that Mac and Cheese is the path to happiness.

Translation courtesy of Dubaitaly.


Gente che va…amici che restano…

Cara A.,

ormai le lettere non si scrivono più e questa ti sembrerà più strana che mai.

Ieri finalmente ti ho rivelato il motivo di tanto nervosismo nell’ultimo periodo: non si trattava di problemi famigliari, o di pensieri riguardo il mio lavoro (o forse un po’ si), si trattatava semplicemente di accettare che la fine di questa esperienza è arrivata anche per me. E forse parlarne con te lo ha reso così vero che non ormai non si può più tornare indietro.

L’offerta di lavoro che mi hanno fatto per trasferirmi in America è un’offerta, come ti ho detto, irrinunciabile. Eppure io ho dovuto pensarci a lungo prima di decidere che era il momento di andare avanti.

Quando sono arrivata 4 anni fa ero spaventata, sola e piena di speranze.

Il primo periodo è stato forse uno dei più difficili della mia vita, ma non perché fosse la prima volta sola lontana da casa, ma perché era la prima volta sola lontana da casa e senza totalmente un’amica o un amico che egoisticamente mi dicesse “Vedrai che ce la fai. Ci siamo passati tutti”. Vero che c’erano i miei amici in Italia ma come sai loro speravano che tornassi.

Ci sono stati così tanti motivi per gettare la spugna che mi chiedo spesso perché io non l’abbia fatto.  Dopo tutto una casa ed una famiglia che mi aspettavano c’era, e in qualche modo un lavoro l’avrei trovato anche a casa o in qualsiasi altra parte del mondo.

Ma poi qualcosa è cambiato. Forse al lavoro è stato più semplice, forse ho cominciato a stare bene con me stessa ma soprattutto ho cominciato a conoscere persone.

Come sai all’inizio avevo l’impressione che nessuno di loro andasse bene, ma poi ho capito che qualcosa era cambiato. Volevo di più dalle amicizie.

E stranamente sei arrivata tu e subito dopo gli altri.

Con te finalmente ho cominciato a vedere il rosa delle sfumature dei velocissimi tramonti di Dubai.
Con te ho scoperto che il vodka-cola nel bicchiere di plastica colorato a casa sul divano era più fashion di quello del White.
Con te sono crollata addormentata sul tuo divano dopo aver pianto per ore per una delusione d’amore.
Con te ho perso la macchina nel parcheggio del Dubai Mall e sempre con te ho fatto il giro sulla mini car per ritrovarla.
Con te ho fatto la scema in limousine.
Con te ho superato le difficoltà e con te ho imparato a non volermi accontentare.

Potrei continuare all’infinito perché 4 anni sono pieni di esperienze, esperienze che sono state messe sul piatto della bilancia prima di accettare la proposta irrinunciabile. Non so neanche perché non ti ho detto che mi avevano contattata…o forse si.

Mi avresti detto subito che se rinunciavo mi avresti preso a sberle. Suppongo che in fondo tu mi voglia bene, anche se ora so che lo starai negando.

Ieri, once again, sei stata “la mia persona“. Ti ho detto mille volte che anche se ci saranno mille mila chilometri di distanza, io ci sarò sempre. E so che può sembrare la solita promessa che si fa in queste circostanze, quando la tristezza e la malinconia di qualcosa che non sarà più sono calde, ma voglio veramente che nulla cambi per quanto possibile. So di averlo detto anche altre volte, ma questa volta ho l’impressione di non aver condiviso con te solo 4 anni della mia vita, ma di averti sempre conosciuta.

Te l’ho detto milioni di volte, non so se è Dubai, ma qui tutto è così veloce, soprattutto i sentimenti.

Mi sono ripromessa non so quante volte di fare quello o quell’altra cosa, o di visitare quello posto invece di un altro perché pensavo di avere ancora tempo. Mi sono ripetuta non so quante volte “Va beh, ormai fa caldo, al Ferrari World ci andrò l’anno prossimo” oppure “Neanche quest’anno siamo stati a Fujeirah, magari ci andiamo tra qualche mese”. Eppure il tempo dei rimandi è finito ed in questo mese vorrei fare così tante cose ma purtroppo il tempo a mia disposizione è finito.

Ora ci sarà la fase in cui devo disassemblare la mia vita per come la conosco qui, pezzo per pezzo. So che oggi avrei dovuto contattare le società di International Movers e chiedere qualche preventivo, ma non ce l’ho fatta. L’ultima volta c’era mio padre ad impacchettare per me le cose, ma questa volta devo trovare la forza.

So che sembra che io non sia contenta, ma chiamarli darà il via al primo pezzo del domino ed è come se sarà tutto vero. Mi chiedo come sia stato per tutte quelle di noi che l’hanno dovuto fare con i figli e con una famiglia. Mi chiedo quanto sia stato grosso il loro dubbio “Starò facendo la cosa giusta?”. Io me lo chiedo ogni momento e non ho neanche iniziato.

Voglio ringraziarti ancora e questo non è un addio, ma un arrivederci in qualche altra parte del mondo, perché il bello di noi expat è che alla fine non abbiamo una sola casa ed una sola famiglia, ma il mondo e voi siete le nostre famiglie.”

La vita di un expat è anche questo. Cambiamenti rapidi e Dubai non fa sconti a nessuno. Purtroppo Giugno è un mese dal sapore dolce amaro: non si porta via solo la primavera ma anche tanti amici che hanno condiviso con te questa esperienza.

Non ho scritto e non ho ricevuto questa lettera, ma in essa sono racchiuse tutte le parole e i dubbi delle persone care che in questi giorni stanno lasciando Dubai.

Dovremmo forse smettere di viverci questa esperienza con serenità? Assolutamente No, perché dopotutto la vita di un expat è anche questo.

Buon Viaggio!