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Che fai a Capodanno?

Ed alla fine anche la più insidiosa delle domande è stata fatta. E non mi riferisco a “Ma il fidanzatino dove l’hai lasciato?”

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che per noi single è forse peggio di quando ci mettono la mano sulla pancia, dopo un’abbondante abbuffata, sprizzando gioia da tutti i pori: no, non sono incinta, sono solo grassa!

No, la domanda per eccellenza in questo simpatico periodo dell’anno è:

Che fai per Capodanno?

Ed eccolo lì, che parte in sottofondo nella vostra mente, a tutto volume, l’incipit di O Fortuna, Carmina Burana, ed il panico pervade il corpo.

Le risposte a questa insidiosa domanda, che ci perseguita ormai da sempre o almeno da quando ho memoria, possono essere varie, soprattutto per noi che non viviamo nel nostro paese natale.

Quelli che forse più invidio sono quelli che hanno già le idee chiare ed un piano ben organizzato: ci saranno, quindi, quelli che ti dicono fermamente che torneranno a casa, dai propri amici e parenti per passare le festività con loro. Beati loro che non temo il freddo! Alcuni te lo dicono anche un po’ con l’aria triste e mi viene da pensare che nessuno vi costringe a prendere un aereo che, visto il periodo, è il più costoso dell’anno (in caso contrario vi toccheranno 20 ore di volo e 3 scali in paesi la cui pronuncia del nome potrebbe non essere così facile), ma capisco anche che se hai famiglia e figli, forse un giro dai nonni è anche giusto. Se non hai famiglia non mi fare gli occhi da gatto con gli stivali che non funzionano. Vai e muoriti di freddo!

A questa categoria appartengono le famiglie, che abbandonano il territorio emiratino non appena finisce la scuola dei pargoli per rientrare giusto giusto il giorno prima dell’inizio della scuola. Ora la domanda che mi pongo, ma qua, tutte le madri di famiglia stanno a casa? Nessuna che lavora? Perché, sebbene sia felice e soddisfatta del mio essere single e lavoratrice, forse non ho capito nulla e, per godermi la vita e farmi 1 mese di ferie, dovevo sposarmi e fare figli. Tanto il visto, a noi donne, pare che solo così ce lo diano, per legame di parentela.

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Se però fate le maestre o le professoresse avete tutta la mia profonda e piena comprensione. Anche io avrei bisogno di un mese di vacanza per riprendermi dai simpatici e “poco” urlanti pargoli, e se non sono pargoli avete comunque il mio pieno supporto perché l’adolescenza può essere dura, anche quando i figli non sono i tuoi!

Breve parentesi: se partite per tutto il periodo delle feste e siete i padroni di un cuccioli, che sia cane, gatto, uccello o essere umano alias marito, ricordatevi che fanno parte della vostra famiglia sempre, feste comprese! Quindi se non trovate qualcuno che possa sostituirvi evitate di abbandonarli!

L’alternativa al rientro in patria è il viaggio in qualcuna delle località nei paraggi: hotel e resort offrono offerte dell’ultima ora a prezzi più o meno stracciati (sono certa che lo stesso Resort una settimana dopo Capodanno costerà un terzo, ma questa è la legge del mercato). Quelli più organizzati si vanteranno di passare la sera dell’ultimo dell’anno a Bab Al Shams, godendosi i fuochi da una posizione privilegiata, mentre altri, ritardatari nella scelta, il luogo prescelto non sarà così esclusivo e magari sarà stato preso con qualche voucher.

Facciamo che per Capodanno non ce lo dite che l’avete preso su Groupon e noi faremo finta di non saperlo: dopotutto a Natale, e suppongo per tutto il periodo, siamo tutti più buoni. Magari anche io.

Quelli che soffriranno maggiormente a questa insidiosa domanda saranno i ritardatari cronici, quelli che avranno cominciato a guardare ora cosa fare, se prendere un volo ed andare a casa oppure rimanere, e se rimanere a fare cosa.

Le proposte si sprecano: dalla cena da mille ed una notte ad i fuochi d’artificio, dalla tavolata con gli amici al giro in barca. Diciamo che Dubai offre una possibilità di scelta a tutti, anche a quelli dell’ultimo momento (ma magari fosse stato così in Italia quando il 30 sera mi sedevo con le amiche per decidere che fare. Ovviamente finivamo con cenone a casa e giro rigorosamente dopo la mezzanotte in centro. A meno che non avevi il motorino ed eri fico e quindi per te questa regola non valeva, ma purtroppo non ero così fica!), ma sicuramente non offre una possibilità a quelli che vogliono fare la cena al Burj Al Arab e pagare come in trattoria da nonna Pina.

Mi spiego meglio che sennò vengo criticata e mi si dice di essere cattiva.

Leggendo sui vari gruppi Facebook che popolano l’etere ed in particolare quelli dedicati a Dubai ho letto veramente di tutto. Ora io non voglio essere la solita criticona che se la prende con gli italiani ma qualche volta mi rimane impossibile. Non puoi cercare un evento di Capodanno, in zona Downtown, vedere le fontane, bere alcool e spendere sotto i 1000 AED!

Certo, starete dicendo che puoi. Ovviamente: mangiando al Dubai Mall in qualche fast food schiacciato nella ressa della gente che ha avuto la tua stessa idea e poi, se riesci a muoverti perché la cosa potrebbe essere estremamente complessa (se poi riesci a camminare sulle teste della gente, beh, bella pe te!) te ne vai al Souq al Bahar o al The Address, aspettando la mezzanotte bevendo qualcosa. Perché ovviamente stanno tutti aspettando te. Non pensi forse che i posti in terrazza, fronte fontane siano già stati affittati? O che magari quelli rimasti di certo non sono gratis?

Cerchiamo di riflettere.

Io ora posso immaginare che veniamo da tutta l’Italia (non fate gli snob, anche se avete passato gli ultimi 10 anni all’estero una casa in Italia l’avete avuta ed almeno un Capodanno l’avete passato nella nostra amata madre Italia), quindi chi dalla grande città e chi dal “paesello” (non è in tono dispregiativo!!), ma veramente a Capodanno siete riusciti a spendere meno di 100 euro mangiando fuori “in centro” (perché qua di centro centro non si può parlare ma per Capodanno i punti considerabili come centro sono Downtown, la Palma e Marina)? Il Grottino del Laziale non fa testo.

Nessuno vuole impedirvi di passare il miglior Capodanno ever ma vi consiglio di non sentirvi troppo criticati quando nei gruppi qualcuno vi risponde con estremo sarcasmo. La richiesta di spendere poco e stare al centro del mondo qua non porta a nessuna soluzione vera e concreta.

Nessuno vuole farvi i conti in tasca ma il Capodanno a Dubai è decisamente uno dei più grossi business di questo paese, quindi chiedere anche il maggiordomo privato e spendere come da Mc non è un’opzione plausibile. Come dire: chi poco spende poco ha, soprattutto a Capodanno.

Ma mi piace molto l’idea che il Capodanno sia come in tutte le parti del mondo per tutte le tasche e per tutti i gusti. Adoro l’idea di poter passare la serata tranquillamente con gli amici a casa guardandomi i fuochi alla tv, ma sono contenta di aver provato anche l’esperienza della calca al Dubai Mall cercando di conquistarmi un pezzettino di aria (spazio era chiedere troppo), di aver visto i fuochi da una barca al largo della Palma (o meglio io sono scesa prima perché il mio accompagnatore ha scoperto di soffrire il mal di mare, tanto che gli hanno chiesto di fare il ramake della bambina dell’Esorcista) o di essere tornata a casa quando ancora il freddo non mi spaventava.

Cosa accomunava tutte queste esperienze? Le persone vicino a me. Non passate l’ultima sera dell’anno con chi non vi piace ma passatela con chi vi fa stare bene.

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Tipi da…Ladies Night!

A Dubai, le cosiddette “attività ricreative” non mancano di certo.
Shopping nei più grandi centri commerciali (non per nulla abbiamo il più grande centro commerciale al mondo…perché a noi piccolo non piace), andare allo ski-dome quando si sente la manca del freddo vero oppure provare l’ebbrezza di fare snow nel deserto, prendere una barca per potersi rilassare su Lebanon Island, nel bel mezzo de The World, o lanciarsi con un paracadute sopra The Palm.

Quando si è stanchi di tutte queste attività sportive (lo shopping è considerato sport, fatevene una ragione voi uomini, che vi ci voglio vedere a portare le buste con una mano, mentre con l’altra ravanate alla ricerca della vostra taglia al reparto offerte!) potrete decidere di godervi una spettacolare vista notturna di Dubai prendendo un drink al 123° piano del Burj Khalifa (Cos’è? Ma ovvio. Il grattacielo più alto al mondo!! Amiamo questi semplici primati) oppure potremo rilassarci a tempo di musica ammirando le suggestive fontane.

Potrei continuare per ore a raccontare di tutte le mirabolanti attività che una città come Dubai può offrire, dimenticandone sicuramente qualcuna, ma quella che mi affascina di più è sicuramente la Ladies Night.

Lasciatemi fare una breve introduzione (momento culturale mood ON).

A detta di molti, dal momento che Dubai si trova in un paese musulmano, noi donne siamo trattate come delle inutili e stupide schiave, non ci è permesso parlare e soprattutto siamo costrette a portare il burqa, abbigliamento per lo più usato nelle aree dell’Afghanistan (se non sapete dov’è l’Afghanistan consiglio una cartina o magari il vecchio atlante che prende polvere sullo scaffale. Sì, sì, va bene anche l’atlante che ha ancora la Germania divisa), o se non altro ad andare vestite con lunghi gonnelloni neri e magliette a maniche lunghe. Già….
Altra credenza, considerata come legge è che a Dubai non sia possibile bere alcool (ed ovviamente secondo molti neanche il maiale) e che quindi qui stiamo facendo una specie di rehab forzata, provando l’ebbrezza di essere sobrie. Già…

Questa visione della donna nel mondo arabo è forse più vicina a quella  in Arabia Sudita, dove magari la situazione e la considerazione della donna non è così elevata (amici mi dicono che ha più diritto una capra a sedersi davanti in macchina, rispetto ad una donna. Evidentemente questa norma è stata istituita da un uomo dopo che la sua donna l’ha implorato di chiedere indicazioni perché si erano persi. Almeno ora la capra non lo stresserà)  e le donne per legge devono indossare l’abaya (ma comunque non portano il burqa), a volte anche integrale, o al Qatar, che si trova in una fase di progressiva occidentalizzazione (non menziono il Bahrain  visto che tutti sanno che è considerato come “un ponte distensivo sull’Arabia Saudita“) e quindi stanno ancora in una fase dubbiosa (alcool ce n’è. Confermo).

E come si fa a sfatare questo mito? A spiegare ai vostri amici che vi scrivono dalla piovosa e fredda Italia (cioè, non sto certo rimarcando che qui a metà Novembre fa ancora 30° quando è una giornata fresca…) che non vi hanno mandato in un carcere di massima sicurezza e che no, non patisco la tortura? Semplice. La parola vincente sarà Ladies Night.

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Quasi ogni sera della settimana, in varie zone della città, solo perchè siamo  donne, (quelle che sempre secondo la credenza popolare stanno a casa), o possiamo dimostrare di esserlo, ci concedono l’onore ed il privilegio di bere alcolici (avete letto bene…alcolici! E non roba annacquata ma al 80% roba seria) senza pagare! E spesso il tutto accompagnato da un interessante sconto anche sul cibo.

Scioccati? Ebbene sì, è tutto vero.

Anche in questo caso, destreggiarsi tra le varie serate proposte non è facile, ma a questo si può porre rimedio consultando i vari siti online (Ladies Night Dubai oppure Ladies Night) oppure il giornale TimeOut, che risultano sempre sufficientemente aggiornati, ed usando un bel foglio Excel per creare un database che possa aiutarvi nella scelta (ognuno ha i disturbi che si merita!)
Consiglio spassionato, se state per organizzare una serata con molte amiche, chiamate per confermare sempre quello che offre il locale scelto (o comunque consultate il loro sito) perché potreste trovarvi nella sconveniente situazione di dover dire al Manager che “loro” hanno fatto casino e che “loro” devono trovare una soluzione. (Lo so, siamo delle bestie!).

Le varie serate offrono selezioni di vini (quasi sempre decenti o comunque lo scoprirete solo la mattina dopo che era meglio bere l’aceto), cocktails (puntate al vino, nei cocktail la quantità di alcool è pari a quella che mi dava nonna quando mi faceva il latte con il brandy per farmi passare il mal di gola. O forse nonna me ne dava di più?) ed alcuni, per le più viziose, offrono anche del discreto Prosecco (non lo dite alle venete che l’ho detto).

Ovviamente non tutti i locali offrono unlimited alcool (quelli sono i miei posti preferiti…chissà come mai) ma offrono dai 2 ai 4 tickets (il Tribeca ti dà le carte da gioco, che quasi quasi ti dispiace usarle per bere. Ma poi ci ripensi e dici che un mazzo di carte te lo puoi sempre far portare), anche in funzione se ci si ferma solo a bere una cosa oppure si consuma anche. In alcuni casi l’offerta può prevedere uno sconto sul prezzo oppure la possibilità del 2×1 (come dice una simpatica canzone “Chi si accontenta gode“…).

Per quanto riguarda il cibo ce n’è per tutti i gusti: spagnolo nel locale Casa de Tapas, messicano da O’Cacti, pesce da Crab Tavern o brasiliano dal suo dirimpettaio Spirito, passando per i locali che propongono oriental fusion come Karma KafèAsia Asia o il China Grill. C’è veramente l’imbarazzo della scelta e molti di questi propongono sconti dal 25% al 50% sui main oppure su una lista selezionata di piatti. Meno male che siamo sempre tutte a dieta…

Anche durante le Ladies Night, prevalentemente durante quelle del martedì (giorno più florido e che offre più scelta), e quelle del mercoledì (anche qui è un po’ come la storia del late brunch), la fauna, sia maschile sia femminile, è variegata.

I poveri uomini non hanno la nostra stessa fortuna (credo di aver letto in giro di qualche gentlemen night, ma non sembrano essere così “convenienti” come le loro dirette concorrenti) e quindi partecipano alle ladies night come accompagnatori o come cacciatori alla ricerca di una preda.

Nel primo caso, ovvero quando sono accompagnatori, sta nella bontà e nella magnanimità dell’accompagnatrice passargli sottobanco un bicchiere senza farsi notare dal cameriere/poliziotto (in caso siate seduti al tavolo, fategli ordinare un bicchiere di vino che poi terrà gelosamente pieno per tutta la serata. Tanto non è che la cameriera/e può controllare l’avanzamento del bicchiere!) e cercare di fargli applicare il suddetto sconto anche alla cena del gentil donzello (in caso risulti troppo complicato, fategli ordinare la cosa meno cara. Normalmente non se ne accorgono che oltre ad un brodino si è mangiato anche una capra imporchettata). Il vostro accompagnatore vi renderà omaggio e vi guarderà come se foste una dea greca scesa lì per lui. O comunque potrete sempre riscuotere un favore in futuro, che può sempre servire.

Nel secondo caso, gli uomini cacciatori sono per la maggiore fighetti impomatati o, come si dice dalle mie parti (morti…ok non si può dire ma avete capito), alla spasmodica ricerca di qualcuna da portarsi a casa senza rendersi conto, che durante queste serate, sì hanno elevatissime probabilità di portarsi qualcuna a casa (vedi il Barasti…ah no, scusate. Al Barasti è sempre così ovvero, come dice una mia amica, “Se non rimorchi lì non è perchè sei cessa, ma perché non sei interessata“), ma non saranno certo a decidere, ma saranno le ladies in sala a decidere se ne vale la pena a meno. Come sempre dirà qualcuno. Su questo ho qualche dubbio.

Ma che donne frequentano queso tipo di serate? Partiamo di nuovo con la nostra lista di tipologie:

  • L’alcolizzata: ma secondo voi poteva mancare? Cioè, parliamo di alcool gratis e secondo voi, la nostra T-Rex barcollante su tacchi vertiginosi poteva mancare? Assolutamente no. Anzi, in questo ambient si orna di abiti succinti che al primo capitombolo ci deliziano della visione di tutte le sue grazie.
    Normalmente è solita frequentare le ladies night with unlimited alcohol: giustamente perché accontentarsi di un paio di drinks quando posso bere tutta la notte? Ed anche lei ha ragione, dopotutto.
  • La Vamp: sono quelle che frequentano solo i locali alla moda e che magari facciano mini stuzzichini con le calorie calibrate (che sennò ingrassano) e che bevono il loro drink con il dito alzato (neanche fosse un thé), scrutando costantemente la sala e le altre donne. Sulla loro faccia potrete leggere a caratteri cubitali le seguenti frasi “Ma come si è vestita quella? Ma pensa di essere allo zoo/mercato/centro sociale” perché per loro essere alla moda è una necessità non un mero suppelletto.
  • La “scostumata“: parente dell’alcolizzata e diametralmente opposta alla Vamp, la scostumata è facilmente riconoscibile per i suoi abiti profondamente hot e che lasceranno veramente poco all’immaginazione (sempre perché qui a Dubai siamo costrette a coprirci). Sono le predatrici della situazione: non le troverai mai in locali dove nella ladies night è previsto anche del cibo al tavolo. No, loro preferiranno sicuramente una ladies night come l’Aquara (alias ladies night allo yacht club. Alzi la mano chi sapeva che si chiamava così?? Non mentite, che lo so che non sapevate il nome) o come quella dell’Embassy, dove la percentuale di uomini sarà decisamente elevata. In fondo, sennò, loro che sono uscite a fare se tornano a casa a mani vuote?
  • L’esperta: sono le veterane delle ladies night, quelle che probabilmente le hanno provate tutte o comunque ti sanno dire di ogni ladies night procontro e sappiate che se uscite con loro, ed avete organizzato voi, sicuramente il posto non sarà per lei dei migliori e comincerà a sbobbinarvi una sequela di nomi di posti che, sempre secondo lei, sarebbero stati meglio, per quello o per quell’altro motivo. L’esperte ovviamente sanno che è sempre bene prenotare menzionando un fintissimo compleanno, compleanno che le regalerà una torta, una bottiglia di vino, un ulteriore sconto. Mai farsi cogliere impreparati!! (consiglio la stessa scusa per qualsiasi ristorante un po’ più chic del samosaro a Deira, nulla togliere al samosaro a Deira. Si rimedia sempre qualcosa..).
  • L’astemia: normalmente sono quelle che si chiedono come sono finite ad una ladies night dove l’unica cosa che servono gratis contiene alcool e loro non bevono, dovendosi quindi pagare anche la consumazione. Ricordate che state andando per la compagnia delle vostre amiche, non state finendo sul patibolo dove il popolo urla a gran voce il vostro nome. Sorridete e divertitevi. Altrimenti state a casa.
  • L’organizzatrice: nel gruppo c’è sempre quella che si propone di organizzare la serata, perché tanto lo fa sempre lei, e quindi acconsentiamo per una questione più che altro di pigrizia (che brutte persone che siamo…). Sono riconoscibilissime perché sono quelle che hanno la prenotazione a loro nome, quelle che arrivano per prime (all’inizio c’è sempre una “sfigata” che sta seduta al tavolo continuando a guardare la porta ed il telefono in attesa che arrivino le prime. E’ imbarazzante quel momento di attesa…sapevatelo) ma soprattutto quelle, che alla fine della serata, sebbene allegramente alticce, si occupano di fare i conti (che coraggio ragazza mia!!). Bisognerebbe fare un regalo a queste ragazze, anche perché sono quelle che accompagnano l’alcolizzata della serata ad espletare le sue “funzioni” al bagno aiutandola, come dire, a venirne fuori illesa.
  • La fomentata: quelle donne che non escono mai, che sono un po’ le novelline delle ladies night, ma che come bevono un bicchiere di vino partono e diventano l’anima della festa. Quelle che magari fanno le bibliotecarie (esistono biblioteche a Dubai? Mi devo documentare) ma che al primo sorso di nettare degli dei le troviamo sul bancone a cantare con il barman. Se vi informate, secondo me, sono disponibili anche per l’animazione di compleanni ed addii al celibato. Sicuramente la vostra serata non ve la scorderete mai!
    Ovviamente il suo doppio malvagio è la bacchettonatutti abbiamo l’amica così, quella che prima o poi dobbiamo portarci tutti perché sennò “pare brutto“. Altrettanto ovviamente guarderà la vostra amica fomentata come una salutista guarda un piatto di bucatini all’amatriciana. Io una cura ce l’avrei anche…

Al momento direi che questi sono i classici esempio di “donne alle ladies night“. Quello che mi sono sempre chiesta è come sarebbe una serata del genere in Italia? Cioè, noi che abbiamo il buon vino ed il buon cibo perché non abbiamo ancora esportato una così bella iniziativa.
E invece no, quelli famosi per discriminare le donne e fare la guerra all’alcool ci hanno pensato. Ma non ci vergognamo??

Cavolo, è martedì!! Eh niente, con i migliori propositi per questa serata di ladies night vi auguro di non ritrovarvi con una tigre nel bagno!!

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Tipi da….Brunch!

Sapete qual è lo sport nazionale a Dubai?

Sicuramente starete pensando alle corse di cavalli/cammelli, che sicuramente hanno un loro folto seguito, o al cricket, vista la sua popolarità nei paesi ex colonie del Commonwealth. Ma no, vi sbagliate.

Lo sport nazionale a Dubai è il Friday Brunch!

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Almeno una volta durante la vostra esperienza expat dovete provare un brunch. Ormai ce ne sono di tutti i generi, per tutti i gusti e per tutti i portafogli.

Principalmente il brunch si svolge al venerdì tra le 12.30 e le 16, anche se ultimamente è stato introdotto il late brunch, una sorta di “tempi di recupero” se il giovedì sera sei andato a dormire con un cammello per il troppo alcool e la mattina dopo non ce l’hai proprio fatta ad alzarti ad un orario decente o, ad essere tu stesso in condizioni decenti.
La terza opzione è il Saturday brunch, che normalmente considero come i supplementari: non è fico come andarci di venerdì, anche perché poi ti ci voglio vedere il giorno dopo in ufficio, ma ha comunque il suo fascino, visto che normalmente si prediligono BBQ sulla spiaggia.

Ma cos’ha di così affascinante il brunch?
Risposta semplice. Il cibo. E l’alcohol.

Il brunch riesce, con maestria, ad unire ottimo cibo e buon alcohol (anche se hanno fatto una simpatica variante analcolica, da usarsi quando la sera prima si è forse esagerato ma non si poteva disdire l’appuntamento preso all’ultimo momento. Quello è l’unico caso in cui il brunch è consentito farlo analcolico!) rendendo il tutto super fashion.

Trovare un buon brunch, dove la regola aurea della qualità/prezzo trovi la giusta armonia, non è sempre così facile, proprio a causa della vasta scelta, ma basterà usare i giusti siti internet per scovare quello adatto ai propri gusti. Oppure imparerete sbagliando.

La prima, e forse unica, regola che seguo quando vado ad un brunch, che sia a metà prezzo grazie a Groupon (non disdegnate questa opzione, perché ho amiche che vanno ovunque a prezzi stracciati) o a prezzo pieno, è mangiare e bere almeno il doppio di quanto si è pagato!
Anche se questo può voler dire indigestione o come etilico! Sono rischi del mestiere che bisogna correre. Soprattutto se il prezzo è sopra i 500 AED, cosa non tanto strana.

Ad un brunch, oltre a quanto detto sopra, ovvero cibo ed alcohol in quantità industriali, è possibile anche notare quanto sia differente la fauna che prefequenta questi eventi.

Gli uomini si dividono fondamentalmente in due semplici categorie: quelli in polo e bermuda e quelli in pantalone e camicia. Per il resto non c’è distinzione di sorta. Loro sono lì per mangiare, bere e cercare qualcuna da portarsi a casa nel post brunch.

Le donne invece forniscono un’ampia gamma di tipologie:

  • L’alcolizzata: prevalentemente di nazionalità British/american/Australian, ma pure le Italiane cominciano a darsi da fare (siamo sempre nazionalisti in fatto di gare…ed anche questa è una gara, dopotutto) che, dopo aver bevuto come pochi uomini sarebbero in grado di fare, barcollano tra i tavoli del buffet sui loro trampoli come dei T-Rex narcotizzati. Qualche volta, se si è fortunati, è possibile vedere anche un bel volo ad angelo, carpiato dai tacchi. Sfortunatamente, non sempre i fotografi sono pronti a cogliere ed immortalare tali piccole perle, ma nessuno portà mai cancellare dalla mia mente certe immagini (e non so se dire fortunatamente o sfortunatamente).
  • La bulimica: sorella dell’alcolizzata, predilige il cibo all’alcool e quindi potremo trovarla che passa da un banco del buffet all’altro per poi tornare sui suoi passi dichiarando “Non ho mai mangiato niente di così buono!”.
    Cara, hai detto la stessa cosa anche 10 portate fa quando provavi per la terza volta le ostriche e le aragoste alla catalana.
    Il suo ambient preferito è sicuramente la stanza dei dolci e la mitica fontana di cioccolata che fa tornare tutti un po’ bambini, solo che noi evitiamo di inserire una coppetta del gelato nella colata di cioccolata bianca, per poi berla come fosse una tisana detox. Ma a te i brufoli non vengono?
  • La mafiosa: avete presente i mafiosi che stringo mani e che conoscono tutti? Ecco, stessa cosa. Sono quelle talmente introdotte nel giro dei brunch e dei locali, quelle della Night Style Life, che non fanno in tempo a sedersi al tavolo ed ordinare il primo calice di Champagne (per loro solo Bubbly package!!) che comincia la processione per salutare, sorridendo, ringraziando e chiedendo consigli su quella o quell’altra festa. Normalmente hanno un blog (ahahahahah no, non sono io!) o comunque pubblicano continuamente la loro posizione sui vari social (vorranno farci sapere dove NON dobbiamo andare?) taggandosi in quello o quell’altro locale di tendenza.
    Io boh, se fossi al posto loro, farei mettere il numeretto come dal macellaio, o dal fornaio, vedete voi, e chiederei di essere disturbata solo dopo il terzo bicchiere. Ma non posso capirle certe cose. Non sono così introdotta nel giro.
  • La novellina: sono quelle ragazze alle prime esperienze con i brunch. Sono ancora così innocenti e carine. Le riconosci facilmente perché i loro piatti non sono mai stra pieni e sicuramente non usciranno barcollando dal brunch. Ancora non conoscono le gioie e la perdizione che possono dare questi eventi mondani. Ma basterà veramente poco ed anche loro cederanno al piacere del foie gras o delle escargot al burro. Nessuno ne può rimanere immune!!
  • La  mamma: è l’amica con pargoli al seguito che quando le dici “Oh, questo weekend volevamo andare a fare un brunch, sei dei nostri?“, la prima cosa che ti chiede non è certo location, costo, tipo di cucina…magari chi siamo? No, lei ti chiederà come fosse un mantra, quasi una preghiera “C’è la playarea?“.
    Ti sembro una con dei figli? Secondo te quando vado ad un brunch la prima cosa che guardo è la playarea?
    E niente…alla fine pure se non hai figli, se vuoi continuare a frequentare l’amica mamma comincerai anche tu a guardare se c’è un mini carcere per bambini, dove una “dolcissima” filippina si occuperà di loro, cercando di sedare le urla per non disturbare gli altri commensali. Il tutto si conclude in un misero fallimento.
    Ho visto pennarelli volare che voi umani non potete neanche immaginare (forse perché sto ancora cercando capire se erano veri pennarelli o era la mia esperienza di pre morte dovuta al troppo cibo/alcohol…).
  • La vegan/minimal/healthy: ok, io capisco tutto. Ma veramente capisco tutto. Capisco tutte le precendenti categorie ma questa categoria proprio non la capisco. Lasciatemi spiegare.
    Questa gruppo di donne sono le salutiste, quelle che non mangiano nell’ordine: carboidrati (ma la pasta di tofu sì…che coraggio), carne (poveri animali, poveri poveri animali. Sono così carini e noi che continuiamo a mangiare brutalmente della carne siamo degli orrendi mostri. Parliamone quando sei davanti ad un orso della brughiera marsicana che cerca di sbranarti. E’ ancora carino Winnie The Pooh??), insaccati (no ma che problema hai??? ma hai mai assaggiato il ciauscolo sul pane caldo? E ancora vuoi dirmi che non ti piace??? Ecco no, questo Maria non lo accetto!!), verdure non bio (dai forse forse questo ci può stare, ma in un paese dove la frutta sa di patate, e la verdura sa di patate e le patate non sanno di patate, sei proprio sicura le verdure bio, annaffiate non si sa con che acqua, siano così meglio? Scelta tua), e tutto ciò che è zuccheri.
    A parte il primo pensiero che mi viene in mente, ovvero ma che vivi a fare??? chissà che forza di volontà, la seconda cosa è: ma tu, che praticamente mangi aria e germogli, ma che vieni a fare al brunch? A giudicare me, che magari sto a dieta tutta la settimana e che quindi se decido che mi voglio mangiare un morbido panino al burro, mi devo pure sentire in colpa? No, ma ti prego spiegamelo.
    Che mentro mangi mi ripeti che quello mi ucciderà, che quell’altro mi ucciderà, che lo zucchero mi ucciderà. Vuoi vedere chi muore prima? Cavolo sei come quello della Mummia il film che continuava a ripetere Eh la maledezione, eh la maledizione, eh la maledizione. Che fine ha fatto? Eh niente…
    Ripeto: che vieni a fare al brunch? Semplice mostrare il loro fisico tonico e sperare di trovare qualche aitante uomo, magari ancora sul sobrio andante, che gli prometta viaggi, giri in barca e regali.
  • A questo gruppo possiamo aggiungere le celiache. Chi è che non ha almeno un’amica celiaca? Su, non mentite. Diciamo che almeno, loro, hanno un vero e valido motivo per rompere su quello che stanno mangiando, ma invece che dire continuamente “Quello ti ucciderà” al massimo ti dirà “Quello mi ucciderà ed adesso ucciderò te perché lo stai mangiando e mi fai rosicare“. Comprensibile.

Dopo la carrellata di esempi, in cui sicuramente vi riconoscerete (io mi riconosco in tutti, tanto grave? Ovviamente escludendo le salutiste!!), credo di poter dire che il vero spirito, secondo me, del brunch è l’avere la possibilità di passare un piacevolissimo pomeriggio con gli amici, mangiando e bevendo, ma soprattutto ridendo della settimana appena trascorsa. Il brunch è come se fosse una zona franca su tutti quelli che possono essere stati i pensieri che ci hanno reso l’ultimo periodo un po’ grigio.
Perché non c’è niente di più bello che unire cibo, buon vino e dell’ottima compagnia.