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Il Paese del Bengodi

Ed anche per quest’anno l’estate sta quasi volgendo al termine (ahahahahaha seeee vi piacerebbe. September is coming!) e possiamo definitivamente dire che è stata caratterizzata, oltre che dal solito caldo, dai continui e costanti messaggi sui vari gruppi di gente che vuole venire a vivere a Dubai e che immancabilmente si sono visti inondati di messaggi che consigliavano/sconsigliavano di venire.

Addirittura, durante le mie ferie mi sono ritrovata in una situazione surreale: un’amica mi ha chiesto di chiamare il figlio di una conoscete per convincerlo a non partire per Dubai per le vacanze di Capodanno perché l’agenzia gli aveva chiesto 10,000 € a persona e sarebbe stata la madre del suddetto figlio a dover pagare.

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Sono dell’idea che due scappellotti da bambini (si perché mammine care contro la violenza, ogni tanto due sculacciate non fanno male. Le abbiamo prese tutti e nessuno ha chiamato il telefono azzurro) sarebbero stati un’ottima soluzione. Ma purtroppo è tardi visto che al mio “Guarda che quella è alta stagione e forse ti conviene andare in un altro momento se proprio ci tieni” mi ha risposto che “A Dubai ci vado a Capodanno sennò non ha senso”.

mmmmm certo.

Questa risposta è assolutamente in linea però con le continue richieste di aiuto per venire a lavorare qui di persone anche appena maggiorenni che si dichiarano amanti da sempre di questo posto. Se inizialmente questi post rappresentavano forse una specie di rarità, ad oggi si contano almeno un paio di richieste al giorno con conseguente trafila di risposte che sono palesemente sempre le stesse: se non sai fare nulla, non parli inglese, non hai una professione specifica, non venire qua che poi ci tocca pure aiutarti a tornare a casa (perché non scordiamoci che qualche anno fa, un certo ristoratore, in assoluta buona fede, ha proposto una colletta per un connazionale in difficoltà che poi ha preteso i soldi che erano stati raccolti, anche se non ne aveva avuto più bisogno).

Quello che emerge dalle varie risposte è che ormai siamo tutti ricchi e che per meno di 30,000 AED (smettetela di fare le conversioni in euro se volete venire) non ci alziamo neanche dal letto, dimenticando spesso di come abbiamo tutti iniziato con 5,000 AED al mese e un buco di monolocale a Sharjah. Ma questo non vuole assolutamente dire che sia giusto accettare stipendi da fame solo per venire qui e dire di lavorare a Dubai (visto che ormai è questa la tendenza), quando ci sarebbero assolutamente altri posti che potrebbero aiutarci a crescere professionalmente in modo molto più costruttivo (se dite “Che ci stai a fare là allora se non ti piace?” sappi che un pugno meccanico uscirà dallo schermo per picchiarti).

Ma allora qual è il giusto stipendio? In realtà dipende molto dalle qualifiche universitarie e lavorative, determinate quindi dagli anni di esperienza nel settore in cui si cerca lavoro (perché sebbene sappiate fare tutto purtroppo dovete avere una qualifica specifica in qualcosa), tenendo presente che il mercato sta subendo una leggera contrazione con una riduzione dei salari negli ultimi 5 anni, dovuta anche alla forte concorrenza dei lavoratori dei paesi dell’est del mondo e di tutti quelli che sono venuti qui “accontentandosi” di salari da fame solo per fare l’esperienza di vita a Dubai.

Ma quindi qual è lo stipendio che permetterebbe di vivere in modo dignitoso? Beh, secondo alcuni con 22,000 AED al mese e prendendo una casa e tutto ci stai strettino e non metti nulla da parte anche se sei solo e senza figli da mantenere.

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Valutando la mia esperienza qui, dopo 5 anni, posso dire che per una persona sola (quindi senza figli da mantenere e non convivendo con nessuno), con uno stile di vita “normale”, con uno stipendio di 15,000 AED al mese vivrà tranquillamente, riuscendo a pagare uno studio da solo (perché ricordate sempre lo sharing o la convivenza tra persone non sposate è illegale) anche in zone considerate “in” (se si decide di vivere in periferia tante volte il risparmio sulla casa dovrà essere investito nel pagamento dell’affitto di una macchina), bollette ed uscite varie.

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Screen preso da uno dei commenti sotto uno dei vari post.

Purtroppo, quelli che hanno cercato di spiegare che non sempre è necessario guadagnare cifre astronomiche, sono stati criticati perchè “si vantavano di vivere con poco“. Mah, allo stesso tempo mi viene da chiedermi se quelli che sparano queste super cifre in realtà non abbiano bisogno di dover dimostrare che sono arrivati.

Ricordate anche che per venire qui sarà necessario avere un budget di partenza che vi permetterà di stare in albergo finché non avrete la possibilità di affitare una casa (non tutti i datori di lavoro copriranno tale spesa, sappiatelo) e poi per coprirne l’affitto, che potrebbe tranquillamente essere in un solo assegno per tutto l’anno.

Allo stesso tempo, sempre più spesso, quando si cerca di suggerire che forse questo non è il posto giusto dove fare il carpentiere, le persone non residenti qui hanno visto in questo un senso di frustrazione da parte nostra e quasi di timore che possano in qualche modo portarci via il lavoro. Credo più, e lo voglio sperare, che tanti consigli siano dovuti alle esperienze avute in questo paese dove non tutti ce l’hanno fatta a rimanere e dove spesso abbiamo letto richieste di aiuto per coprire gli overstay dei nostri connazionali arrivati qui senza un minimo di cognizione di logica.

Aggiungerei anche che qualche volta, sono gli stessi connazionali italiani ad approfittarsi di quelli in cerca di lavoro, proponendo stipendi ridicoli e poi facendo i leoni da tastiera portatori di luce e democrazia. Ricordatevi sempre che Dubai è come un paesello e che la gente parla e sparla perché non c’ha nulla da fare.

Dubai è un bel posto dove vivere e nessuno lo nega (tranne durante l’estate e no, voi non sopportate bene il caldo perché in estate ci sono dei giorni in cui l’unica cosa intelligente da fare è stare a casa), ma lo è solo quando hai un lavoro che ti permette di avere una vita dignitosa perché è vero che i soldi non fanno la felicità, ma sono un problema di meno a cui pensare.

Estate in offerta

Eh niente. Alla fine anche quest’anno il Ramadan è arrivato e con esso la consapevolezza che Summer is really coming.

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Perché diciamoci la verità non sono tanto le temperature esterne sopra i 40°, che in alcune circostanze sento anche come quasi gradevoli, ma che personalmente ho cercato di ignorare nascondendomi dietro la scusa che il 30° dicembre ero a pranzo a JBR e nonostante gli oltre 30° ho dovuto chiedere una copertina, o l’abuso dell’AC che ormai regna sovrano nei luoghi chiusi; non sono stati i continui annunci di amici e conoscenti che è arrivato il momento di abbandonare questo paese o le richieste di aiuto per gli animali che ogni anno vengono abbandonati.

Allo stesso tempo però avevamo avuto le prime avvisaglie dell’arrivo definitivo dell’estate quando purtroppo ho cominciato a riscontrare delle serie difficoltà nel farmi la doccia, essendo disponibili solo le temperature “Stai all’inferno” ed “Anticamera dell’inferno

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e quando sono cominciati ad arrivare i primi messaggi di conoscenti (non amici perché ormai lo sanno e non ci provano neanche) che hanno trovato un volo super economico per venirti a trovare nel periodo che va da giugno ad agosto (e tu mentalmente gli hai risposto “E non ti sei mica domandato perché?).

Ma il chiaro segnale è stato un altro, e non sto parlando di quelli che puzzano talmente tanto da farti chiedere se sono già morti dal caldo: sto parlando delle offerte!!!!

Per quelli che sfortunatamente non fanno nella vita le mogli o non lavorano nel settore dell’istruzione, che ai primi caldi spariscono dalla circolazione per ritornare belle abbronzate e rilassate, mostradoti la loro collezione di foto (come se quelle postate a scadenza oraria che ci siamo beccati negli ultimi 3 mesi non fossero state abbastanza), ormai rimanere a Dubai non è più così tremendo ma possono anzi godere di alcune offerte super succose.

Abbiamo iniziato 10 giorni fa con il #cucumber day che ci ha permesso di sorseggiare un delizioso gin&tonic a base di Hendricks alla modica cifra di un cetriolo. Ebbene si, avete letto bene: un cetriolo un cocktail per ogni locale convenzionato(non sono una grande fan ma era gratis.. che me frega). Direi che il fatto che ci fosse gente che ha cominciato il tour alle 3 del pomeriggio dimostra la buona riuscita di questo evento che ha fatto da apripista a tutte le successive offerte che circolano sul web. Offerta molto molto interessante è quella proposta dallo Shangri-La che fino a metà settembre offre il 50% di sconto su TUTTI i drinks.

E se siete qui da qualche tempo come me, ricorderete le offerte di African+Eastern and MMI che ci ricordavano, buttandoci anche un po’ nel panico, che sarebbero rimasti chiusi per tutto il mese. Eh niente, ho appena ricevuto un messaggio da A+E che per i prossimi 3 giorni ci sarà TAX Free su molti dei loro prodotti.

E pensare che il Ramadan dovrebbe essere un mese di riflessione e raccoglimento….

Sempre in zona cibo, oltre ad avere una lista di ristoranti aperti anche a pranzo che è sicuramente più nutrita di quella degli anni precedenti (e molti di questi hanno richiesto una speciale licenza per poter servire anche alcool), per quanto riguarda gli Iftar anche quest’anno non c’è che l’imbarazzo della scelta ma quello che sicuramente ha catturato maggiormente la mia attenzione è quello allestito all’interno del Dubai Opera. Dal momento che non è possibile durante questo mese di preghiera musica ed entertainer, la nostra amata Opera (amata perché anche se non sei propriamente un Q.I. elevato, ti basterà un selfie con abito da sera durante un Musical per sfatare ogni minimo dubbio) ha “riciclato” i 2,000 mq in una sala dove poter degustare un iftar a 5* dal 14 al 25 Giugno.

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E per quelli che non vogliono rinunciare ad un buon brunch o ad una ladies night con le amiche non c’è da preoccuparsi: sebbene i primi anni qui trovare qualcosa da fare durante il Ramadan fosse quasi impossibile, negli ultimi anni la situazione è completamente cambiata ed anche i nostri eventi preferiti si sono adeguati proseguendo senza sosta anche durante questo mese che alcuni utilizzavano come detox (belli i tempi de “Oh facciamo l’ultimo brunch a sfascio e poi sto a dieta per un mese“).

Se invece siete quelli che, non come me, hanno deciso che il caldo non sarà un ostacolo alla loro perfetta forma fisica, Dubai Sports World in zona World Trade Centre è quello che fa per voi: 25,000 mq per poter fare sport come tennis, calcio e badminton in un’area completamente climatizzata. Se poi vi piace soffrire e continuare a fare sport all’aria aperta non sono quella giusta per darvi consigli visto che detesto anche l’idea del bikram.

Se invece volete combinare un po’ di relax con l’aria aperta non c’è che l’imbarazzo della scelta: durante tutto il periodo estivo gli alberghi proporranno continuamente offerte per attirare i pochi rimasti e coccolarli. In pratica se durante l’anno avete sofferto del confronto di inferiorità perché vi avevano detto che venendo qua vi sareste potuti permettere molto di più, finalmente anche voi potrete permettervi di andare all’Anantara sulla Palma senza dovervi privare di mangiare per un mese. E se puntate al relax estremo che per me significa sparire da Dubai, Ajman, Ras Al Khaimah e Fujairah offrono ottime offerte fino alla fine dell’estate. In pratica mariti, se non sapete che regalare all vostre esigenti mogli, giocatevi la carta della fuga romantica: almeno siete sicuri che non potrà cambiare il regalo come ha fatto con gli ultimi 30 anni di regali.

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E se avete deciso di avere figli e non vi potete permettere di andare a casa per 3 mesi o più probabilmente perché odiate tutti i vostri parenti a casa e quindi la cosa migliore è rimanere a morire di caldo, non disperate. Oltre ad esserci una nutrita selezione di film estivi da non perdere (papà e mamme, capisco che la vostra voglia di vedere Cars 3 sia pari a 0, ma non vi ho mica detto io di fare figli), i nuovi parchi a tema hanno tantissime offerte ed in particolare quelli del nuovo complesso di Dubai Parks and Resort (per chi non lo sapesse, si trova uscendo da Dubai in direzione Abu Dhabi, poco prima di The Last Exit) che però non è operativo al 100%. Se invece avete voglia di farvi un giro ad Abu Dhabi il Ferrari World ha entrance free per noi residenti.

Cos’altro aggiungere a questa lista di consigli per evitare di incontrarci nei prossimi 3 mesi? Beh, sebbene io vi stia scrivendo dalla mia piscina con la maid messicana che mi sta preparando un ottimo e fresco Margaritas, sono molto felice che per una volta tutti possano pubblicare foto strepitose di vacanze strepitose come dichiarato da tutti i telegiornali italiani sebbene non facciano i carpentieri a 6,000 euro al mese.

Tutta la verità, nient’altro che la verità

Ormai se non vieni a Dubai, anche solo in vacanza, non sei nessuno. E questa cosa spesso e volentieri mi spiazza, ma forse dipende dal fattore che per me questa è “casa” o comunque la città dove sto lavorando. E verso cui, ciclicamente, mi sento insofferente.

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Odio ed amo. Per quale motivo io lo faccia, forse ti chiederai.
Non lo so, ma sento che accade e mi tormento”.

Così diceva il buon Catullo, che pace all’anima sua è finito sui cioccolatini della Perugina. Che finaccia che hai fatto amico mio.
Ma se mi chiedono “Com’è Dubai? Ti Piace?” dopo tutto questo tempo credo che siamo gli unici versi che possono definire il mio rapporto con questa città.

Questo weekend mi sono trovata con degli amici a Beirut e con noi c’erano ovviamente persone che non conoscevo. Mi sono sentita una specie di fenomeno da circo ogni volta che qualcuno mi diceva Ah ma tu sei la famosa amica che vive a Dubai! E come ti trovi? Ti piace? Ti vesti di nero? Ma porti il velo?

Superata l’iniziale fase delle domande tipiche che mi sento rivolgere abbastanza spesso da quando sono qui, mi sono resa conto che putroppo viene sempre più spesso data un’idea estremamente falsata di quella che è la reale vita in questo paese, a partire dai nostri salari.

Ormai è impossibile negarlo. Ovunque, nei gruppi di “italiani a Dubai”, impazza la “Dubaimania” e tutti professano questo amore incondizionato, spassionato e spesso decennale per questa città. In pratica amavano Dubai quando Dubai era formata dalla Sheikh Zayed e dal palazzo della Toyota

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Escludendo i classici errori legati al rapporto della donna con la cultura locale, come la questione del velo e le varie libertà in generale, la principale fonte di errore è l’idea che in questo paese il lavoro caschi dal cielo e che anche se non hai nessuna specifica qualifica, comunque ti pagheranno a peso d’oro (potrebbe essere la spiegazione dell’innaturale e costante aumento di peso in questo paese).

Sempre più spesso leggo nei vari gruppi su Facebook richieste di aiuto nel trovare lavori non specializzati e non qualificati da parte di persone con una scarsissima, se non nulla conoscenza della lingua inglese, abbagliati dalla convinzione che saranno pagati molto ma molto di più che in qualsiasi altro paese del resto del mondo.

La cosa ancora peggiore che mi è capitata di leggere è la rabbia e maleducazione che si scatena nei confronti di chi cerca di mostrare e spiegare quale sia la realtà lavorativa. Addirittura in un caso, il diretto interessato ha smesso di essere aggressivo e di ripete “Se non ti trovi bene perché stai ancora là“, che ormai è l’unica reale risposta che ci viene data, solo quando uno dei partecipanti ha deciso di scrivergli quello che voleva sentirsi dire, ovvero che gli stipendi sono altissimi, che noi dopotutto non lavoriamo così tanto e tutte le società, solo perché siamo italiani, ci pagano meglio degli altri.

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L’Istituto Luce ci ha fornito quest’immagine di repertorio del 16 Agosto 2016. E vorrei onestamente analizzare dove sono le primarie pecche di questa conversazione, se non calcoliamo che l’intera conversazione è aberrante.

  1. Mi sono appena laureato: già si parte male. La stragrande maggioranza dei lavoratori ha Dubai ha comunque un bagaglio culturale e lavorativo di qualche anno. Sono veramente pochi quelli che iniziano la propria esperienza lavorativa in questo paese riuscendo ad avere allo stesso tempo un salario che possa essere considerato dignitoso (ed anche su questo argomento ce ne sarebbero di discussioni al riguardo).
    In tantissimi infatti vengono a Dubai per molto meno di 5,000 AED che è vero che corrispondono a 1,250 Euro ma per gli standard ed i costi di questa città diciamo che non stiamo messi molto bene.
  2. Sarei disponibile a venire a fare qualche consulenza: consulenza di cosa perdonami? Consulenza su come compilare i moduli della richiesta tesi? Consulenza su come fare il risvoltino ai pantaloni? Questa affermazione mi mette seriamente in difficoltà. Evidentemente la mia mente non è così elastica.
  3. No qualche sfigatino che non possa garantire almeno 5/6000 euro più benefits:
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    Ti vorrei sempre ricordare che sei un neo laureato e se tanto mi da tanto vuol dire che, per il ragionamento, un individuo con almeno 10 anni di esperienza deve avere uno stipendio 10/15 volte superiore.
  4. Avventura di un annetto: tenendo presente il costo che le società sostengono per fare i visti, sono abbastanza certa che nessuna società assumerebbe un individuo, oltretutto neo laureato e quindi con un knowhow lavorativo di un bambino, per un annetto giusto per allungare il cv e perfezionare la lingua (quindi tu oltretutto l’inglese non lo sai neanche bene!! perché, sebbene l’arabo sia la lingua ufficiale nel paese, senza inglese, lavorativamente parlando, non si va da nessuna parte).
  5. I benefits: le cose sono cambiate moltissimo negli ultimi anni. Se nel passato le società erano disposte a coprire tutti i costi, compresa casa, assicurazione per le famiglie, scuole e macchina, pur di convincere i propri dipendenti a spostarsi a Dubai, oggi è quasi come se fossero i lavoratori a pagare le società per assumerli, vista l’attuale elevata disponibilità di persone che accetterebbero un lavoro qui anche per molto meno di quello che è la media salariale (il grande male di ogni economia).
    Ormai solo i grandi gruppi, tra cui i grandi gruppi “nazionali”, offrono pacchetti salariali al di sopra della media, ma la stragrande maggioranza delle società offre salari omnicomprensivi.

Ovviamente questi 5 punti non sono legge e molte volte si può anche possedere il famoso fattore C e si riesce a trovare una società disposta a pagare casa, macchina, scuole, figli, moglie, etc etc senza battere ciglio ma questi sono casi, molto spesso legati all’esperienza ed alle qualifiche che si posseggono in quel determinato settore e lavoro.

Quello che invece considero obbligatorio (ma perché lo dice la legge) è l’assicurazione sanitaria per il dipendente (quindi se ve la mettono tra i benefit già stanno cercando di vendervi del fumo). In un paese in cui la sanità pubblica non esiste, visto che anche negli ospedali governativi si paga (meno ma si paga), l’assicurazione sanitaria è una delle cose più importanti (fondamentale anche se siete solo qui in vacanza o alla ricerca del lavoro) perché in caso di necessità potreste veder sfumati i vostri risparmi ed oltre nel giro di pochi minuti. Sulla qualità e copertura dell’assicurazione, purtroppo, non c’è regolamentazione e quindi la vostra società potrà fornirvene liberamente una che copra a malapena il raffreddore.

Per quanto riguarda il salario medio, non mi considero esperta di ogni settore e quindi, quando amici mi chiedono quale sia per la loro professione, consiglio sempre di controllare siti internet di società di recruitment che operano su questo paese, che annualmente stillano una classifica indicano quale sia il range di salario per le varie categorie.
Mai fidarsi dei siti italiani visto che ultimamente ho l’impressione che descrivano un paese totalmente diverso. Giusto qualche giorno fa ho letto che chi lavora come lavapiatti qui prende anche 3000 euro. Suppongo di aver fatto delle scelte lavorative sbagliate nel mio passato.

Purtroppo i lavori manuali più semplici, come gli operai, facchini, lavapiatti etc, sono svolti prevalentemente da indiani, pakistani e filippini che vengono pagati con salari decisamente bassi (e quando parlo di salari bassi mi riferisco ad un massimo di 500 euro) condividendo camere con altre persone
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(un po’ estremo ma c’è anche questo)

Quindi, per favore, quando alla TV vi dicono che il lavoratore medio prende 6000 euro al mese e che ha la casa e macchina pagata dalla società, che neanche richiede la sua presenza in ufficio perché comunque a Dubai c’è sempre il sole ed è giusto stare molto tempo fuori (dicono rinforzi le ossa), ed anzi ci danno degli incentivi economici, vi prego non credeteci perché quando poi pubblicate il vostro annuncio su Facebook risultate un po’ fessacchiotti.

Che lavoro faccio per sbancare il lunario a Dubai che critico, amo et odi, e che ho imparato a conoscere negli anni? La PA (Personal Assistant), ovvero quando hai una madre che odi perché cerca di occuparsi della tua vita ma paghi un’altra persona per farlo.

 

Gente che va…amici che restano…

Cara A.,

ormai le lettere non si scrivono più e questa ti sembrerà più strana che mai.

Ieri finalmente ti ho rivelato il motivo di tanto nervosismo nell’ultimo periodo: non si trattava di problemi famigliari, o di pensieri riguardo il mio lavoro (o forse un po’ si), si trattatava semplicemente di accettare che la fine di questa esperienza è arrivata anche per me. E forse parlarne con te lo ha reso così vero che non ormai non si può più tornare indietro.

L’offerta di lavoro che mi hanno fatto per trasferirmi in America è un’offerta, come ti ho detto, irrinunciabile. Eppure io ho dovuto pensarci a lungo prima di decidere che era il momento di andare avanti.

Quando sono arrivata 4 anni fa ero spaventata, sola e piena di speranze.

Il primo periodo è stato forse uno dei più difficili della mia vita, ma non perché fosse la prima volta sola lontana da casa, ma perché era la prima volta sola lontana da casa e senza totalmente un’amica o un amico che egoisticamente mi dicesse “Vedrai che ce la fai. Ci siamo passati tutti”. Vero che c’erano i miei amici in Italia ma come sai loro speravano che tornassi.

Ci sono stati così tanti motivi per gettare la spugna che mi chiedo spesso perché io non l’abbia fatto.  Dopo tutto una casa ed una famiglia che mi aspettavano c’era, e in qualche modo un lavoro l’avrei trovato anche a casa o in qualsiasi altra parte del mondo.

Ma poi qualcosa è cambiato. Forse al lavoro è stato più semplice, forse ho cominciato a stare bene con me stessa ma soprattutto ho cominciato a conoscere persone.

Come sai all’inizio avevo l’impressione che nessuno di loro andasse bene, ma poi ho capito che qualcosa era cambiato. Volevo di più dalle amicizie.

E stranamente sei arrivata tu e subito dopo gli altri.

Con te finalmente ho cominciato a vedere il rosa delle sfumature dei velocissimi tramonti di Dubai.
Con te ho scoperto che il vodka-cola nel bicchiere di plastica colorato a casa sul divano era più fashion di quello del White.
Con te sono crollata addormentata sul tuo divano dopo aver pianto per ore per una delusione d’amore.
Con te ho perso la macchina nel parcheggio del Dubai Mall e sempre con te ho fatto il giro sulla mini car per ritrovarla.
Con te ho fatto la scema in limousine.
Con te ho superato le difficoltà e con te ho imparato a non volermi accontentare.

Potrei continuare all’infinito perché 4 anni sono pieni di esperienze, esperienze che sono state messe sul piatto della bilancia prima di accettare la proposta irrinunciabile. Non so neanche perché non ti ho detto che mi avevano contattata…o forse si.

Mi avresti detto subito che se rinunciavo mi avresti preso a sberle. Suppongo che in fondo tu mi voglia bene, anche se ora so che lo starai negando.

Ieri, once again, sei stata “la mia persona“. Ti ho detto mille volte che anche se ci saranno mille mila chilometri di distanza, io ci sarò sempre. E so che può sembrare la solita promessa che si fa in queste circostanze, quando la tristezza e la malinconia di qualcosa che non sarà più sono calde, ma voglio veramente che nulla cambi per quanto possibile. So di averlo detto anche altre volte, ma questa volta ho l’impressione di non aver condiviso con te solo 4 anni della mia vita, ma di averti sempre conosciuta.

Te l’ho detto milioni di volte, non so se è Dubai, ma qui tutto è così veloce, soprattutto i sentimenti.

Mi sono ripromessa non so quante volte di fare quello o quell’altra cosa, o di visitare quello posto invece di un altro perché pensavo di avere ancora tempo. Mi sono ripetuta non so quante volte “Va beh, ormai fa caldo, al Ferrari World ci andrò l’anno prossimo” oppure “Neanche quest’anno siamo stati a Fujeirah, magari ci andiamo tra qualche mese”. Eppure il tempo dei rimandi è finito ed in questo mese vorrei fare così tante cose ma purtroppo il tempo a mia disposizione è finito.

Ora ci sarà la fase in cui devo disassemblare la mia vita per come la conosco qui, pezzo per pezzo. So che oggi avrei dovuto contattare le società di International Movers e chiedere qualche preventivo, ma non ce l’ho fatta. L’ultima volta c’era mio padre ad impacchettare per me le cose, ma questa volta devo trovare la forza.

So che sembra che io non sia contenta, ma chiamarli darà il via al primo pezzo del domino ed è come se sarà tutto vero. Mi chiedo come sia stato per tutte quelle di noi che l’hanno dovuto fare con i figli e con una famiglia. Mi chiedo quanto sia stato grosso il loro dubbio “Starò facendo la cosa giusta?”. Io me lo chiedo ogni momento e non ho neanche iniziato.

Voglio ringraziarti ancora e questo non è un addio, ma un arrivederci in qualche altra parte del mondo, perché il bello di noi expat è che alla fine non abbiamo una sola casa ed una sola famiglia, ma il mondo e voi siete le nostre famiglie.”

La vita di un expat è anche questo. Cambiamenti rapidi e Dubai non fa sconti a nessuno. Purtroppo Giugno è un mese dal sapore dolce amaro: non si porta via solo la primavera ma anche tanti amici che hanno condiviso con te questa esperienza.

Non ho scritto e non ho ricevuto questa lettera, ma in essa sono racchiuse tutte le parole e i dubbi delle persone care che in questi giorni stanno lasciando Dubai.

Dovremmo forse smettere di viverci questa esperienza con serenità? Assolutamente No, perché dopotutto la vita di un expat è anche questo.

Buon Viaggio!